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TELCO PER L'ITALIA 2019

Opilio: “Cinque progetti italiani candidati ad accedere ai fondi per le aree grigie”

A capo della regione Italia e Sud Europa del Cebf, il manager svela tipologie e roadmap dei progetti. Lazio, Marche, Umbria, Veneto e Lombardia le regioni coinvolte dalle iniziative che vedono in campo operatori locali focalizzati a portare la fibra nei distretti industriali

12 Giu 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Sono 5 i progetti italiani candidati ad accedere ai fondi per la banda ultralarga nelle aree grigie messi a disposizione dal Cebf (Connecting Europe Broadband Fund), il nuovo fondo voluto dalla Commissione europea. È quanto annuncia in occasione di Telco per l’Italia 2019 Roberto Opilio a capo dalla regione Italia e Sud Europa (Grecia, Cipro e Malta) del Cebf.

Il fondo, che ha già in pancia 420 milioni punta a raggiungere il tetto dei 600 milioni – le risorse sono messe a disposizione da Commissione Ue e Efsi (European Fund Strategic Investment), da Cdp, Kfw e Cdc, le “Casse depositi” italiana, tedesca e francese e da investitori privati. “Sono già più di 20 i progetti in fase di lavorazione in Europa – annuncia Opilio – di cui 12, per un valore di  circa 250 milioni di euro in una fase avanzata e 3 sono firmati, per un valore di 90 milioni di euro”.

Opilio come siamo messi in Italia?

Dei 7 progetti uno è nella fase go-no-go2 quindi è già parecchio avanti. Tre-quattro sono nella prima fase e gli altri stanno partendo in termini di avvicinamento.

Che tipo di progetti sono?

Riguardano principalmente se non esclusivamente aree industriali: qualche progetto prevede anche un’estensione al cablaggio di porzioni residenziali ma qualora queste siano sul “tracciato” ossia a ridosso o molto vicine all’area industriale oggetto dell’intervento di infrastrutturazione proposto. E in ogni caso mai il core business riguarda il residenziale.

Chi sono gli operatori in campo?

Questo non posso dirlo: finché i progetti non vengono approvati non si possono fare nomi nell’ambito del patto di non disclosure agreement previsto dal Fondo. Posso dirle però che si tratta di operatori regionali – anche se sono in corso ragionamenti con l’incumbent – che hanno deciso di andare a investire in aree dove si concentrano le industrie. E stiamo parlando di decine di aree industriali coinvolte.

E quali regioni sono coinvolte?

Al momento quelle del Centro-Nord e in particolare Lazio, Marche, Umbria, Veneto e Lombardia.

Quanto valgono i progetti?

L’ordine di investimento da parte degli operatori si aggira attorno ai 40 milioni per progetto e quindi il Fondo può metterne in campo fino a una decina, parte in quota capitale parte a debito. Ma dipende anche dalla forma societaria: il Cebf predilige la creazione di newco ad hoc – anche se non è obbligatorio – destinate alla realizzazione dello specifico progetto in modo da avere la garanzia che i fondi siano indirizzati esclusivamente al cablaggio delle aree grigie. Il modello, è quello Open Fiber, nel senso wholesale only.

Quand’ è che vedranno la luce i progetti italiani, nel senso che si passerà ai cantieri?

Confido di arrivare alla fase di contratto entro fine 2019

A proposito di aree grigie, qual è la sua visione sul da farsi?

In questi anni si è spinto molto sulle aree bianche, ma ora bisogna puntare su quelle industriali. Se si vuole andare verso l’era della Gigabit society bisognerà alzare il tiro.

Serviranno fondi pubblici come per le aree bianche?

Credo che si potrebbe procedere sia attraverso gare come è stato fatto per le aree bianche oppure attraverso bandi modello Eurosud. L’importante è che si proceda.

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