IL PUNTO

Tim, il titolo risale a 30 centesimi: il cda alla prova dei dossier Kkr e rete unica

Domenica 13 marzo il Consiglio si riunisce per dare risposta alla manifestazione di interesse presentata dal fondo americano. Resta aperta la partita con Open Fiber: l’ipotesi fusione è sul tavolo, ma sul cammino ci sono (anche) le gare pubbliche

11 Mar 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

merger, digital

Si chiude con un netto recupero la settimana in Borsa per Tim. Il titolo crollato a 25 centesimi dopo l’annuncio della revisione dei conti 2021 che ha portato i conti in rosso, ha recuperato attestandosi a 30 centesimi, valore di novembre scorso prima dell’impennata a 50 centesimi a seguito della manifestazione di interesse presentata dal fondo americano Kkr per rilevare il 100% del Gruppo per un controvalore proprio di 50 centesimi. Offerta ritenuta inadeguata dall’azionista principale della società Vivendi. La decisione sull’offerta è attesa per domenica 13 marzo: Tim ha convocato un cda straordinario durante cui sarà annunciata la decisione del comitato incaricato di analizzare il dossier presieduto da Salvatore Rossi.

L’Ad Pietro Labriola va avanti con il roadshow per presentare il nuovo piano industriale 2022-2024 agli investitori: la strategia prevede una divisione della società in due “costole”, Netco e ServCo. Ma Labriola sta lavorando alla definizione del piano per presentarne i dettagli entro giugno prossimo. Vivendi nei giorni scorsi è uscita allo scoperto – in occasione della presentazione dei risultati finanziari 2021 – dando pieno appoggio al piano e al management e ribadendo di esser un socio industriale.

Bocche cucite invece in casa Cdp: la Cassa, con una quota alla soglia del 10% in Tim, detiene anche il 60% di Open Fiber (il 40% è nelle mani del fondo australiano Macquaire). Il “nodo” Open Fiber è ancora da sciogliere: Tim punta a un’integrazione degli asset ossia alla realizzazione della società unica della rete che dovrebbe configurarsi proprio a seguito dello scorporo e quindi della costituzione di NetCo. Stando a indiscrezioni di stampa oltre all’accordo commerciale Tim-Open Fiber a cui si sta lavorando da tempo ci sarebbe stata una stretta anche su un memorandum più ampio per mandare avanti la partita della rete unica.

Sulla strada però c’è anche la questione delle gare per il Piano Italia a 1 Giga, ossia per l’assegnazione dei fondi pubblici stanziati nell’ambito del Pnrr per portare la banda ultralarga nelle aree grigie. La scadenza del bando è stata proprogata a fine marzo. Come potranno integrarsi Tim e Open Fiber se si aggiudicheranno separatemente i lotti in gara?

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