IL PROVVEDIMENTO

Tim, via al market test sul co-investimento Fibercop

Il via libera di Agcom: la consultazione sul meccanismo di indicizzazione dei prezzi, a partire dal 2023, durerà 30 giorni. Nessun aumento nel caso il tasso di inflazione risulti inferiore al 2%

27 Ott 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

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Via al market test della durata di 30 giorni sul meccanismo di indicizzazione dei prezzi introdotto da Tim nell’ambito dell’offerta di co-investimento Fibercop. Come anticipato da CorCom lo “stop” dei giorni scorsi da parte di Agcom è stato sbloccato in pochissimo tempo trattandosi di una mera questione formale relativa alla versione aggiornata del dossier sottoposta dalla telco all’autorità in data 21 ottobre – dopo quella presentata a maggio in cui l’azienda ha fatto richiesta di adeguamento all’inflazione dei prezzi del offerta (richiesta pervenuta successivamente alla notifica del progetto a Bruxelles e che ha comportato l’inevitabile riavvio dell’istruttoria – il progetto dovrà essere rinotificato alla Commissione Ue per l’ok finale).

Adeguamento dei prezzi a scaglioni a partire dal 2023

Nel testo sottoposto a consultazione – rende noto l’autorità – è prevista l’introduzione di un meccanismo a scaglioni per definire il tasso di inflazione annuale da applicare ai prezzi dell’offerta di co-investimento a partire dall’anno 2023 (sia quelli di adesione sia quelli annui di utilizzo dei servizi di accesso). Il meccanismo comporta l’applicazione del valore minimo del tasso di inflazione previsto per ogni singolo scaglione.

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Nessun aumento se inflazione sotto il 2%

In ogni caso – puntualizza Agcom – non si prevede alcun adeguamento del prezzo nell’ipotesi in cui il tasso di inflazione registrato risulti inferiore al 2%.  L’offerta estende altresì l’applicazione delle condizioni economiche previste per il 2021 ai coinvestitori che aderiranno fino ad aprile 2023.

Al termine del market test, tenendo conto delle osservazioni del mercato, l’Autorità effettuerà le proprie valutazioni di merito “che potrebbe portare a svolgere la nuova fase di consultazione europea, secondo quanto previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche”.

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