Barcellona, la star sarà il video - CorCom

MOBILE WORLD CONGRESS

Barcellona, la star sarà il video

Fari puntati sugli “schermi da tasca” all’edizione 2015 del Mobile World Congress. Computer indossabili e pagamenti mobili i due grandi temi chiave

19 Feb 2014

Antonio Dini

Riflettori puntati su Samsung all’apertura dell’edizione 2014 del Mobile World Congress di Barcellona, dove l’azienda coreana ha annunciato di presentare una sorpresa: Unpacked 5, lo “spacchettamento” della quinta generazione di Samsung Galaxy S5, la nuova versione dello smartphone che dovrebbe avere schermo da 5 pollici, risoluzione maxi con 2560 per 1440 pixel, processore a 64-bit come iPhone 5s di Apple e architettura Exynos a sei ed otto core. Prezzo top secret e scocca in metallo, per competere meglio con i prodotti di Cupertino.

Se Samsung ha già rubato la ribalta dello show sulla telefonia mobile, in realtà sono i dati di mercato che ne sottolineano l’importanza: entro il 2018 il 69% del traffico mobile mondiale sarà per il video, in crescita dal 53% del 2013: il piccolo schermo da tasca, tablet o smartphone, diventa sempre più uno schermo per il video, con 4,9 miliardi di utenti previsti, con un traffico dati annuale da 190 exabites, pari all’equivalente di 15 fotografie caricate per ogni abitante della Terra ogni giorno.

L’appuntamento di Barcellona sarà però anche un momento chiave per due fenomeni emergenti: da un lato i computer da indossare e dall’altro i sistemi di pagamento in mobilità. Sono queste secondo gli analisti le aree “calde” del mercato, mentre la parte alta di gamma degli smartphone pare aver quasi saturato il mercato che si avvia verso un modello di sostituzione. Quindi, una crescita anno su anno del 50% per gli apparecchi indossabili: siano essi braccialetti, orologi intelligenti, sensori da cucire negli abiti. In attesa che Apple presenti il suo iWatch, atteso come la misura del nascente mercato, è prevedibile che soprattutto gli asiatici si presentino con le valigie piene di strumenti digitali indossabili. Anche perché Cisco prevede che entro il 2018 passeremo dagli attuali 21,7 milioni di apparecchi da indossare a circa 177 milioni.
Un discorso diverso per il settore dei pagamenti via telefono cellulare: non è ancora passata l’euforia per la tecnologia Nfc, anche se lo standard di pagamento non è mai decollato. I due grandi avversari Samsung e Apple hanno visioni diverse: Apple sta corteggiando la tecnologia Bluetooth a basso consumo utilizzata per i sistemi iBeacons, mentre Samsung è fedele alla linea degli Nfc, che però la stessa Google ha tolto come requisito obbligatorio dal suo borsellino elettronico iWallet. Il Mobile World Congress – si svolge da 24 al 27 febbraio – quest’anno schiera come keynote due pesi massimi del futuro della tecnologia mobile: Mark Zuckerberg (nella foto) fondatore e ceo di Facebook, e Ginni Rometty, ceo e Presidente di Ibm. Nelle intenzioni degli organizzatori, i due sono i rappresentanti delle due tendenze che il Mobile Word Congress ha intenzione di sottolineare: da un lato l’impatto sociale dei sistemi mobili e dall’altro la trasformazione dell’azienda con le tecnologie mobili, il “Bring your own device” e le nuove forme di produttività grazie alle app. Big data e multi-screen home sono gli ultimi due temi messi in luce: da un lato la possibilità di raccogliere e analizzare sempre più informazioni grazie ai sensori e agli strumenti di misurazione in movimento (come i computer indossabili) e dall’altra la trasformazione della casa, dove sono presenti televisori e altri schermi, tutti connessi senza fili alla rete domestica e capaci di comunicare tra di loro in una maniera impensabile per il mercato consumer sino a pochi anni fa.

Al di là degli annunci di prodotto dei maker, come i telefoni di Nokia, HTC, Lg, Sony, Blackberry e svariati altri, tra cui ancora Samsung, che dovrebbe diversificare la sua posizione di mercato Android con prodotti Windows e Tizen (il suo sistema operativo indipendente), rimane sul tavolo il tema della sicurezza. Argomento centrale visti i problemi causati dall’approccio “open store” di Android. Nel 2013 c’è stato un boom di malware su mobile, quasi tutto concentrato su dispositivi Android, e il 2014 si annuncia anche peggio. Secondo F-Secure, infatti, il malware su Android aumenta del 97%: nel terzo trimestre 2013, su 259 famiglie di virus e malware per dispositivi mobili, 252 sono state sviluppate per Android.