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MERCATO UNICO DIGITALE

Zero roaming, studenti e pendolari apripista delle nuove tariffe

La Commissione Ue pubblica una nuova proposta per il “fair use” da adottare da parte degli operatori mobili prima dell’abolizione totale degli extra-costi prevista per giugno. Ansip: “Soluzione equilibrata”. Ma sarà battaglia fra Stati prima del voto di lunedì prossimo e della decisione finale del 15 dicembre

09 Dic 2016

Patrizia Licata

Serve l’ok da parte dei 28 alle nuove regole sull'”uso equo” del roaming per evitare gli abusi, necessarie per arrivare come previsto alla fine dei sovraccosti a metà giugno 2017. E’ l’appello lanciato dal vicepresidente della Commissione Ue al mercato unico digitale Andrus Ansip in vista del voto al comitato Ue delle comunicazioni fissato per lunedì 12, dove gli stati membri sono contrari e divisi.

Il rischio è di non rispettare il calendario per arrivare in tempo allo stop delle tariffe extra, che prevede entro il 15 dicembre l’adozione delle nuove regole con cui si vieta il roaming permanente. La proposta presentata dalla Commissione Ue su cui si dovranno esprimere i 28 di fatto definisce la messa in pratica della proposta presentata a sua volta a settembre con cui si consente un uso illimitato del roaming, senza limiti temporali né di volumi di chiamate, sms e dati, ma basato sul principio di residenza. Il punto sono le modalità di attuazione concreta.

La proposta della Commissione (elaborata dopo una serie di consultazioni con Parlamento europeo, Paesi membro, stakeholder, regolatori, gli operatori e i rappresentanti dei consumatori) introduce una serie di chiarimenti per la gestione delle tariffe fino a giugno 2017, quando le tariffe del roaming in Ue non dovranno esistere più.

In particolare chiarisce le condizioni in base alle quali un utente potrà non pagare extra per il roaming: si tratta di pendolari, studenti, o pensionati andati a lavorare, studiare o vivere in un paese Ue diverso da quello natale, pur ritornando regolarmente in patria. In questi casi gli operatori dovranno concedere loro 4 mesi prima di avvisare il cliente che sta abusando del roaming. Una volta ricevuto l’avviso l’utente avrà almeno 14 giorni per giustificare l’utilizzo “eccessivo” del roaming o modificare il proprio comportamento prima che l’operatore possa imporre una tariffa extra (per la Commissione, roaming eccessivo significa usare più traffico col roaming che quando si è a casa). Gli utenti non dovranno essere oggetto di controlli “intrusivi” da parte delle telco o obbligati a presentare una sfilza di documenti per provare i loro legami con un paese Ue diverso da quello in cui hanno la residenza fissa, sostiene la Commissione.

Inoltre viene proposto un tetto al roaming per utenti con abbonamenti prepagati e piani illimitati. Per un abbonamento prepagato da 20 euro al mese (telefonate, sms e e dati per 13 euro all’estero) sarà consentito navigare fino ad un totale di 13 euro del credito calcolati sulle tariffe roaming all’ingrosso.

“Forniamo una soluzione equilibrata che protegge gli interessi di tutti coloro che utilizzano device mobili”, afferma Andrus Ansip, vice presidente della Commissione responsabile per il Digital Single Market. “Io credo che stiamo offrendo certezza legale”. “La nostra proposta protegge i consumatori e al tempo stesso garantisce sostenibilità agli operatori telecom”, ribadisce Günther H. Oettinger, responsabile per la Digital Economy and Society.

La Commissione afferma che le nuove regole intendono anche proteggere l’accesso di tutti i consumatori, che viaggino o no per l’Ue, alle migliori e più competitive offerte commerciali domestiche: “Questo si ottiene consentendo un limite al consumo intensivo di dati in roaming, legato al livello del prezzo wholesale. Tale uso intensivo, infatti, potrebbe rendere i pacchetti low-price meno attraenti e causare aumenti dei prezzi, limitazioni sul volume di dati a livello domestico o restrizioni sul roaming“, si legge nella nota ufficiale di Bruxelles.

Per valutare l’utilizzo del roaming, gli operatori non potranno raccogliere dati ulteriori sui clienti oltre a quelli che già usano per la fatturazione, ma possono chiedere al cliente di dimostrare che ha stabili legami con un altro paese allo scopo di includere nel loro contratto uno specifico “Roam like at Home” in quella nazione. Se il cliente non è in grado di giustificare l’uso eccessivo di roaming per quello specifico paese, l’operatore può imporre un piccolo sovrappezzo non superiore ai tetti sul prezzo del roaming wholesale.

I rappresentanti degli Stati membro Ue voteranno sulla proposta il 12 dicembre: se la proposta sarà approvata, la Commissione adotterà le norme. L’implementazione del “Roam like at Home” dipende però anche dalla finalizzazione delle nuove tariffe del roaming wholesale su cui per ora i ministri telecom dell’Ue e il Parlamento europeo hanno visioni divergenti: occorreranno negoziati per arrivare a un compromesso.