BT torna a crescere, Patterson: "Siamo entusiasti" - CorCom

LA TRIMESTRALE

BT torna a crescere, Patterson: “Siamo entusiasti”

Ricavi a 4,3 miliardi di sterline e utili superiori alle attese. Flusso di cassa robusto. La rete in fibra raggiunge oltre 20 milioni di edifici. Annunciati 2.500 nuovi posti di lavoro. Intanto in Italia prosegue la vertenza sul call center Accenture: i sindacati chiedono un incontro con l’Ad Gianluca Cimini

31 Lug 2014

Patrizia Licata

Buon inizio d’anno per British Telecom: nel primo trimestre (1 aprile-30 giugno 2014), i ricavi, a 4,3 miliardi di sterline, hanno, anche se di poco, ripreso a crescere rispetto al primo trimestre dell’anno scorso (+0,5%). Ebitda (1,4 miliardi, invariato) e utili prima delle tasse adjusted (638 milioni, +7%) sono superiori alle previsioni. Il cash flow (122 milioni) si mantiene importante malgrado i forti investimenti sostenuti per BT Sport. I dividendi (earnings per share), a 6,5 pence, sono cresciuti del 10%.

BT Global Services, divisione all’interno della quale opera BT Italia, nonostante revenues in lieve calo (a 1,6 miliardi di sterline contro 1,7 miliardi di un anno prima), ha migliorato Ebitda (213 milioni, +1%) e utile operativo (73 milioni, +28%) e ha ulteriormente ridotto la propria base costi (-7%).

Anche BT Business ha visto lievemente scendere le revenues (762 milioni di sterline contro 785 milioni nel primo trimestre 2013), soprattutto per il calo delle entrate dei servizi It, ma migliorato l’Ebitda del 2% e l’utile operativo dell’8%; BT Consumer, al contrario, registra un buon incremento delle revenues (+10%) a oltre un miliardo di sterline, con una crescita addirittura del 26% nelle entrate da broadband e Tv grazie all’impatto di BT Sport; migliorato anche l’Ebitda del 3% a 238 milioni.

Meno bene BT Wholesale, dove le entrate scendono del 18% (525 milioni) e l’Ebitda subisce una flessione del 20% (126 milioni). I risultati di questa divisione risentono in parte dell’abbassamento delle tariffe di terminazione fissa deciso da regolatore britannico Ofcom, controbilanciati in qualche misura dalla crescita dei servizi Ip, dove le entrate registrano un ottimo +42%.

Infine, la divisione infrastrutture Openreach ha mantenuto le revenues stabili a 1,2 miliardi di sterline e accresciuto l’Ebitda del 3% a 624 milioni.

Nel Regno Unito, BT ha ripreso ha operare nella telefonia mobile con il lancio di BT One Phone, un servizio, rivolto alle piccole e medie imprese, che integra telefonia fissa e mobile. Altre iniziative sono previste nei prossimi trimestri.

In Italia BT è diventato un operatore “full Mvno”, l’unico operatore dedicato esclusivamente alle imprese e alla Pubblica amministrazione.

“E’ un buon inizio anno”, ha commentato Gavin Patterson, Chief executive di BT. “Abbiamo messo a segno risultati positivi sia nelle revenues che negli utili prima delle tasse e il flusso di cassa è robusto. La nostra rete broadband in fibra copre oggi più di venti milioni di edifici”, ha continuato il Ceo. “Raggiungiamo oltre 70.000 nuove case ogni settimana e la domanda è sostenuta: più di 3 milioni di famiglie si sono già abbonate. Abbiamo annunciato altri 2.500 posti di lavoro negli scorsi mesi per sostenere i nostri investimenti strategici nella fibra e nel servizio clienti”.

Patterson si è detto anche “entusiasta” per il lancio di BT One Phone per il mercato business e per gli altri progetti sulla mobilità di BT. E ha concluso ricordando che “Sta per cominciare la seconda stagione di BT Sport: sarà ricca di contenuti e continuerà ad essere gratis per chi ha già BT Broadband”.

Intanto in Italia si scalda il caso del call center di Accenture che gestiva una commessa di BT Italia. Oggi Slc, Fistel e Uilcom hanno inviato una lettera all’Ad Gianluca Cimini chiedendo un incontro per trovare una soluzione ai deipendenti che rischiano il posto. “Da diversi mesi siamo impegnati in questa delicata questione che ci vede ricercare – spiega Salvo Ugliarolo, segretario generale della Uilcom – una soluzione ottimale, anche sotto il profilo economico, che offra continuità dal punto di vista occupazionale alle 270 Persone occupate nel centro di Palermo e che rafforzi ulteriormente lo spirito di collaborazione tra le parti”.

Nelle scorse settimane i sindacati avevano dato notizia della decisione di British Telecom Italia di terminare la partnership con Accenture che “sarà costretta a licenziare i 262 dipendenti del call center di Palermo”, denunciavano Slc, Fistel e Uilcom. Le procedure di licenziamento si avvieranno entro il 15 Agosto.