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Call center, Costamagna: “Non c’è più tempo”

Il presidente di Assocontact plaude all’impegno del governo ma avverte: “Sono a rischio 80mila posti di lavoro. Serve una politica industriale subito”. Delocalizzazioni, gare al massimo ribasso e taglio dell’Irap i temi caldi

11 Ago 2014

Federica Meta

“La strada è giusta ma occorre concretizzare, procedere in fretta e non dimenticare nessuna delle tematiche in discussione”. Questo in sintesi il commento del presidente di Assocontact Umberto Costamagna, a seguito del Tavolo di Settore sui call center tenutosi nei giorni scorsi al Mise alla presenza, fra gli altri, del vice ministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti e del sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova.
“Ritengo che abbiamo finalmente cominciato ad affrontare i principali temi critici del nostro settore” – dichiara Costamagna – “gli stessi temi che da mesi abbiamo sempre messo sul tavolo alla luce delle numerosi crisi aziendali in corso; abbiamo apprezzato la volontà del Governo a trovare soluzioni e a impegnarsi in maniera coordinata e fattiva”.
“Ci permettiamo però di sottolineare quattro punti particolarmente importanti in questo cammino volto a dare soluzione definitive e una politica industriale al comparto”.

Nel dettaglio Assocontact chiede di dare risposte concrete in grado di cambiare davvero le logiche distorte. “Non è più tempo di appelli e proclami ma di decisioni e interventi concreti” sottolinea Costamagna, dicendo di “fare in fretta: non possiamo permetterci ulteriori ritardi a difesa di un settore che occupa 80.000 persone”.

Per l’associazione è necessario intervenire su tutti i problemi evidenziati, non tralasciando nulla. “Solo un approccio globale a tutti i temi sul tappeto può garantire un cambio efficace nella politica industriale di questo comparto”, avverte Costamagna. Infine, ma non meno importare, bisogna risolvere le crisi aziendali in corso “finalizzate giustamente alla salvaguardia dell’occupazione ma senza creare ulteriori squilibri fra le imprese, evitando pericolosi ‘effetti domino’ che spostano i problemi ma non li risolvono”, conclude il presidente.

Il tavolo al Mise ha affrontato 6 temi chiave, tra cui spiccano gli interventi per una riduzione della pressione fiscale sul settore con particolare riferimento all’Irap. Su questo fronte il vice ministro De Vincenti ha dichiarato una perplessità di fondo su un tema così complesso e generale, assicurando però un intervento presso il ministero delle Finanze per cercare di capire la possibilità di trovare qualche specifica misura per un settore decisamente labour intensive.
Assocontact, dal canto suo, ha fatto presente che si potrebbe pensare, se non a una diminuzione secca, almeno alla possibilità di una sua deducibilità. “Notiamo, con un po’ di apprensione, che nel comunicato del ministero questo primo punto e questo impegno almeno ad approfondire la problematica non sia per nulla citato e sia scomparso dall’agenda – spiega una nota dell’associazione – Speriamo che si sia trattato di un’esigenza di sintesi ma vedremo di farlo presente alla prossima convocazione del Tavolo”.

Sulle gare al massimo ribasso il governo di è impegnato a mettere in campo “un’azione di moral suasion” nei confronti del settore privato e delle aziende partecipate per far sì che le gare siano impostate non più “al massimo ribasso” ma su “l’offerta economicamente più vantaggiosa”. Assocontact ritiene che, nella logica dell'”offerta economicamente più vantaggiosa”, che contiene in sé sia la valutazione dell’offerta da un punto di vista tecnico e qualitativo che la proposta economica di prezzo, dovrà essere mantenuto un corretto equilibrio fra le due parti per evitare di tornare alla logica del massimo ribasso.

Per quanto riguarda il fenomeno delle delocalizzazioni, si è ribadito ancora una volta che il codice della privacy già contiene le norme che regolano il controllo e la protezione dei dati personale per chi opera dall’estero: si tratta – e questa è sempre stata la posizione dell’sssociazione – di far rispettare efficacemente le norme che già esistono.

Sulla proposta di intervento sull’articolo 2112 del codice civile in tema di fine appalto, Assocontact ha dichiarato la disponibilità ad approfondire la proposta: ciò costituirà l’argomento della prossima convocazione del Tavolo di settore ai primi di settembre.

Sul punto relativo alle crisi aziendali in corso è stata accettata la proposta di Assocontact, di separare l’attività del Tavolo di Settore (che dovrà dare risposte di tipo strutturale e di politica industriale al settore con un respiro a breve/medio termine) da quella dei singoli Tavoli di crisi aziendali (che hanno invece necessità di risposte immediate).

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