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LA CRISI

Call center, E-Care chiude la sede milanese: via 489 lavoratori

Il gruppo ha aperto le procedure di licenziamento annunciando lo stop delle attività operative finora svolte a Cesano Boscone. Gozzo (Ulcom): “Il settore è allo stremo, servono regole sul cambio di appalto e contro il massimo ribasso in linea con la Ue”

16 Ott 2014

F.Me.

Non si placa la crisi nel settore dei call center. Il Gruppo E-Care ha aperto ieri le procedure di licenziamento di ben 489 lavoratori della sede di Cesano Boscone (Milano) annunciando la contemporanea chiusura delle attività operative. Dopo quella di Accenture e 4U a Palermo, Infocontact in Calabria e Almaviva a Roma, si allunga dunque la lista delle crisi aziendali dei call center ed altre ancora ne stanno per arrivare legate alla riassegnazione di importanti gare.

“Un’altra bomba si abbatte nel settore dei call center in outsourcing – accusa Fabio Gozzo, segretario nazionale della Uilcom – che sta registrando una crisi occupazionale dopo l’altra, le cui cause sono principalmente da addebitarsi all’assenza di regole “europee” sugli appalti che consente continui cambi di appalto al ribasso di costi, senza alcuna forma di garanzia per i lavoratori già operanti sulle attività”.

La Uilcom denuncia l’inerzia del Governo di fronte ad “un problema da noi portato alla sua attenzione da mesi e per il quale aveva promesso azioni concrete già ad inizio settembre, è in primis il responsabile di tale stato di cose”.

“Ma anche il gruppo E-Care ha le sue brave responsabilità – avverte il sindacalista – anche se già da prima dell’estate erano note alcune difficoltà dovute al venir meno della commessa Fastweb che cubava circa 6 milioni di euro, poi definitivamente chiusa a fine settembre e spostata dal committente su altro fornitore senza che fossero stati ricollocati i circa 150 lavoratori su di essa impegnati”.

No dei sindacati dunque allo spostamento di attività e commesse svolte finora a Milano. “La Uilcom farà di tutto, ed a tutti i livelli, per portare la questione di E-Care Milano all’attenzione del Governo e di tutti gli attori del settore e per trovare quelle giuste soluzioni che permettano di non disperdere occupazione e competenze”, conclude Gozzo.

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