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LAVORO

Call center, in Albania nasce il sindacato “Solidarietà”

L’organizzazione dei lavoratori è la prima nata dopo 80 anni nel Paese e rappresenta 30mila addetti del settore. Il percorso sostenuto da Slc e Fistel

18 Feb 2019

F. Me

Un sindacato per i lavoratori dei call center albanesi. E’ nata la prima nuova organizzazione sindacale in Albania dopo 80 anni: si chiama “Solidarietà” e rappresenta 30.000 iscritti di un settore in costante crescita nel Paese. L’annuncio è dato da Slc e Fistel che hanno sostenuto il percorso di costituzione del sindacato.

“Questo settore è globale: le problematiche dei lavoratori albanesi e quelle dei lavoratori italiani sono strettamente collegate fra loro e un approccio multinazionale è l’unico modo per risolverle”, spiegano Marco Del Cimmuto della Slc e Giorgio Serao della Fistel.

Ieri sera i lavoratori hanno indetto un’assemblea costitutiva per lanciare l’organizzazione sindacale e hanno presentato istanza presso i tribunali albanesi per ottenerne la costituzione legittima. I contact center aumentano la loro presenza nell’economia Albanese e si stima che il 7% dei dipendenti in regola lavori presso call centre di lingua italiana.

“Siamo la voce che sentono i clienti quando hanno bisogno di aiuto e ora, con il nostro sindacato, abbiamo una voce anche sul posto di lavoro – spiega il rappresentante dei lavoratori di Teleperformance – La formazione della nostra nuova organizzazione sindacale è un passo storico verso il miglioramento delle condizioni del nostro settore e i nostri datori di lavoro dovrebbero sedersi immediatamente a un tavolo per negoziare un contratto collettivo a livello di settore”.

In Albania i 2mila addetti di Teleperformance offrono un servizio terziarizzato per aziende come Amazon, Apple e Lottomatica.  Altre grandi aziende di questo settore comprendono Alba Call e Ids. Gli sforzi di sindacalizzazione sono stati sostenuti dall’Icse, un’organizzazione non governativa albanese, Institute for Critique and Social Emancipation e Uni  Global Union, federazione internazionale di 20 milioni di lavoratori del settore dei servizi in 150 paesi.

“Vista la rapida crescita dei contact centre in Albania, dobbiamo assicurarci che questi nuovi posti di lavoro abbiano buone condizioni di lavoro e un salario equo. Non possiamo permettere che la terziarizzazione a livello mondiale da parte di aziende come Teleperformance comprometta gli standard dei lavoratori albanesi – dice il portavoce dell’Icse, Bora Mema – Ora chiediamo ai datori di lavoro di trattare con le organizzazioni sindacali per conseguire un contratto equo a livello di settore.”

“La globalizzazione dei servizi non deve essere una corsa al ribasso, e questo nuovo sindacato in Albania avrà ramificazioni in tutta Europa e nel resto del mondo” evidenzia la portavoce di Uni Global Union, Teresa Casertano.

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