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LA CRISI

Call center, salta (ancora) il tavolo al Mise. Sindacati furiosi: “Di Maio assente”

La denuncia di Cgil, Cisl, Uil e Ugl: “Il governo non è interessato a discutere dei problemi del settore”. Intanto si scalda la vertenza Almaviva: a rischio 1600 posti a Palermo, lavoratori in piazza

18 Lug 2019

Federica Meta

Giornalista

Salta (ancora una volta) il tavolo sui call center al ministero dello Sviluppo economico. Lo denuncia una nota sindacale. Nei giorni scorsi, si legge, è stato convocato per la giornata odierna il tavolo di settore delle tlc, con le confederali e Asstel, alla presenza del ministro Luigi Di Maio. Questa mattina il tavolo, invece, è stato allargato ai sindacati autonomi – scarsissimamente presenti nel settore – e non c’era traccia del ministro Di Maio”.  Alla fine si è trattato di un appuntamento “replica esatta di altri due incontri svolti sempre presso il Mise. Un appuntamento che, evidentemente, ha il solo obiettivo di prendere altro tempo e non di discutere dei problemi concreti del settore”.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono “in ogni occasione quali sono i problemi da affrontare, anche presentando una Piattaforma scritta alle Istituzioni“, continua la nota, e spiegano che si tratta di risolvere i problemi legati alle delocalizzazioni delle attività, al costo del lavoro, al dumping contrattuale, alla mancanza di ammortizzatori sociali stabili e certi, alla corretta applicazione delle clausole sociali, a un progetto di formazione adeguata a traghettare il settore verso la necessaria digitalizzazione.

I sindacati sono trovati davanti solo i funzionari del Mise e il sottosegretario al Lavoro Cominardi e hanno deciso di andare via. “Confidavamo di riuscire finalmente a parlare con il ministro Luigi Di Maio che aveva accolto l’ennesima nostra richiesta – dice il segretario generale della Uilcom, Salvo Ugliarolo – Purtroppo oggi, arrivando al ministero abbiamo però appreso della sua assenza dai dirigenti ministeriali presenti al tavolo e a quel punto insieme agli altri segretari generali di categoria abbiamo deciso di lasciare il ministero. Siamo arrabbiati. Alla fine, abbiamo scoperto che nello stesso momento in cui era previsto il nostro incontro, il ministro era impegnato con una diretta Facebook su temi politici che nulla hanno a che fare con il suo ruolo da ministro”.

Il mondo dei call center è in forte difficoltà, continua Ugliarolo ricordando le diverse vertenze del settore “e il ministro continua a sottovalutare”. Di fatto, conclude, “ancora una volta ha preferito fare altro, dimenticandosi dei lavoratori dei call center e delle loro serie problematiche”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’Ugl. “Si continuano a convocare, sconvocare, riconvocare al Mise senza potersi avvalere della presenza preziosa del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, i tavoli sui call Center – sottolinea  il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti – Tutto ciò mentre le aziende del settore sono alle corde e migliaia di posti di lavoro rischiano di essere bruciati”.

Oltre a Cominardi erano presenti Salvatore Barca(segretario generale del Mise), Andrea Giaccone, presidente della Commissione Lavoro della Camera, Domenico Parisi (presidente Anpal), Stefano Sacchi (presidente Inapp).

“Oggi il tavolo convocato con operatori e parti sociali, a cui hanno partecipato le agenzie governative Anpal e Inapp, è servito a mettere in piedi un percorso per risolvere quella che è una crisi strutturale del settore – spiega una nota del ministero del Lavoro – Il Governo è impegnato quotidianamente sui tavoli di crisi che coinvolgono alcune aziende di settore, in primis il caso Almaviva Contact a Palermo, per il quale Mise e il Ministero del Lavoro hanno già avviato delle interlocuzioni con i committenti”.

Al tavolo, prosegue la nota, “si è iniziato a parlare del futuro delle imprese e dei lavoratori in modo organizzato, con un progetto concreto. Occorre comprendere che il comparto è attraversato da una profonda trasformazione e che l’avvento del digitale sta cambiando radicalmente le richieste dei clienti. A ciò si aggiungono altre variabili, come la competizione sempre più serrata, il fenomeno delle delocalizzazioni, e ancor più la tutela dei diritti dei lavoratori, la loro riqualificazione professionale. Tutto questo ha bisogno di una visione comune, di una di cabina di regia che non si esaurisce con l’incontro di oggi”.

Intanto si scalda una delle vertenze più importante del settore, quella che riguarda il sito di Palermo di Almaviva. I lavoratori del call center sono scesi in piazza stamani a Palermo per manifestare contro i tagli agli stipendi e al personale previsti dall’azienda che interesserà, da settembre, 1.600 lavoratori su 2.800. Almaviva ha comunicato una perdita di 5,7 milioni di euro e ha informato che, tranne alcuni aumenti temporanei che riguarderanno esclusivamente i mesi di luglio e agosto, i committenti non hanno proposto nessun incremento di volumi utile a consolidare l’occupazione nel sito palermitano. Il presidio di lavoratori, indetto da Slc Cgil, Fistel Cil, Uilcom e Ugl, si è radunato alle 9,30  davanti alla Prefettura, in contemporanea col tavolo sui call center convocato al Mise. I sindacati chiedono un tavolo istituzionale con il presidente della Regione e con il sindaco per definire soluzioni in grado di scongiurare i licenziamenti. L’azienda ha confermato l’apertura della procedura di mobilità a partire da settembre e ha annunciato l’aumento degli esuberi di altre 300 unità, fino a raggiungere il numero di 1600 operatori.

L’assemblea di Assocontact

A guardare con attenzione dossier anche Assocontact, l’associazione dei call center in outsourcing che, nell’assemblea dei soci, ha confermato Lelio Borgherese alla presidenza.

Borgherese  ha illustrato le priorità su cui Assocontact intende lavorare con le Istituzioni, i Sindacati e i Committenti per traghettare il Settore fuori dalla crisi di sistema. A cominciare da una legge di riordino del Settore, che definisca, una volta per tutte, regole chiare, semplici e certe per tutti i player e una piattaforma contrattuale innovativa e aperta al futuro, che tuteli al tempo stesso il lavoro e l’impresa, premiando il merito e i comportamenti virtuosi.

Urgente anche un piano di investimenti pubblico-privato in innovazione tecnologica, formazione e reskilling come driver essenziali per il consolidamento e per la crescita del settore. Infine azioni concrete e costanti sulla reputazione del settore, per cambiare la percezione negativa di un ambito che è strategico per tutta la filiera dei Servizi.

“Oggi abbiamo un grande problema reputazionale, lo sappiamo, in parte ne siamo stati anche la causa – spiega Borgherese – Sarà un cammino lungo, difficile, per cercare di cambiare la percezione che i cittadini e i clienti hanno del nostro lavoro, un lavoro serio, complesso, ricco di professionalità e di passione, strategico per la trasformazione digitale del Paese”.

Borgherese ha condiviso le idee innovative e concrete che segnano fin da subito l’impegno di Assocontact per un rilancio complessivo: una “Bpo Academy” per formare i professionisti del Customer Management a un lavoro sempre più articolato, complesso e interdisciplinare; il lancio di una “Call4Ideas” per startup capaci di sviluppare soluzioni per il Bpo legate ai temi dell’omnicanalità e dell’Intelligenza Artificiale; il “Bollino Blu” della Qualità per contribuire ad autoregolamentare il settore.

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