Campoli (Cisco): “Le aziende italiane raccoglieranno i frutti della spinta alla connettività” - CorCom

RIPRESA POST-COVID19

Campoli (Cisco): “Le aziende italiane raccoglieranno i frutti della spinta alla connettività”

L’accelerazione nell’adozione di soluzioni più performanti permetterà migliore gestione ed efficienza delle operazioni nel medio termine. Sempre più forte l’interesse anche sul tema cybersecurity

25 Mag 2020

Mi Fio

La pandemia da Coronavirus ha spinto l’adozione delle nuove tecnologie. E i miglioramenti frutto della “resilienza” – maggiore efficienza e capacità della rete, crescente adozione e comprensione dello smart working e della sicurezza da remoto – continueranno a offrire vantaggi alle aziende per molto tempo. Ne è convinto Paolo Campoli, Service Provider Segment Leader, Cisco Emear.

“Durante la fase di lockdown la connettività è diventata la priorità numero uno per le organizzazioni di tutte le dimensioni e questioni quali la sicurezza, la stabilità, la velocità e le prestazioni delle reti di comunicazione sono diventate oggetto di interesse globale”, ha detto il manager in occasione della tavola rotonda virtuale “Costruiamo oggi l’internet del futuro, insieme”, che ha visto presenti Andrea Lasagna, Cto di Fastweb e Marco Arioli, Head of Engineering dell’azienda, Michele Gamberini, Chief Technology & Information Officer di Tim, Marco Zangani Head of Mobile Access Engineering di Vodafone e Benoit Hanssen, Chief Technology Officer di WindTre.

Nella prima settimana di lockdown – ha evidenziato Campoli i maggiori provider hanno visto aumentare il traffico dati fino al 40%. E secondo le rilevazioni della Deutsche Commercial Internet Exchange si è registrata una velocità dati record pari a 9 terabit al secondo. “Fornitori di servizi e aziende come Cisco si sono mossi rapidamente per costruire in capacità extra e garantire che le reti continuassero a funzionare. Oltre a creare ulteriori “punti di peering” e capacità, sono stati implementati sistemi di intelligenza artificiale per aiutare ad automatizzare e supervisionare complesse operazioni e aumentare l’efficienza. Alcuni sono stati anche spostati per implementare architetture di rete più agili e modelli di consumo più flessibili, ed essere in grado di fornire risorse esattamente dove e quando necessario”.

Se è vero che i riflettori sono stati maggiormente puntati sulla reti fisse mentre sul 5G, secondo Campoli, si stanno incontrando maggiori difficoltà, il manager ritiene che “sul medio termine non prevediamo un ritardo significativo all’adozione del 5G”. “In aree quali la sanità e la logistica – evidenzia il manager – il 5G consente ad esempio di velocizzare tutta una serie di servizi e applicazioni. E ci aspettiamo che il 5G svolga un ruolo importante anche per colmare i digital divide”.

Altro tema caldo quello della security: “Nei prossimi mesi – sottolinea ancora Campoli – assisteremo ad una maggiore sofisticazione delle offerte. E ci aspettiamo che le aziende affrontino più da vicino le rinnovate esigenze, ad esempio per mettere al riparo le connessioni domestiche dei dipendenti in smart working e se si possa arrivare ad una standardizzazione nelle reti aziendali”.

Il ruolo delle Telco durante il lockdown

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“Il profilo di utilizzo della rete è cambiato, con un aumento notevole del traffico diurno il cui impatto è stato contenuto senza problemi perché le reti erano già “attrezzate” per gestire dei picchi durante il giorno”, ha spiegato Marco Arioli, responsabile dell’Ingegneria di rete di Fastweb nel commentare i dati introdotti dal Cto Andrea Lasagna. “Un dato molto elevato (+300%) lo hanno avuto sul traffico generato dal gaming: non solo per partite giocate ma anche per download di giochi, trasferimento di file”. In dettaglio, ha spiegato l’azienda si sono usate però molto di più applicazioni che rendono la rete e gli utenti molto più sensibili in termini di qualità del servizio erogato. Ad esempio l’incremento di uso di Vpn (per lo smart working) determina una grande sensibilità alle micro interruzioni.  “L’aspetto più complesso da gestire non è stato il singolo “picco” di traffico quanto la contemporaneità dell’uso della rete da parte di un numero molto maggiore di utenti, che è stato affrontato intervenendo velocemente sulla rete backbone a livello metro e sui peering point internazionali e nazionali”.

“La distribuzione oraria del traffico ha registrato un cambiamento importante – ha sottolineato il Cto di Tim Michele Gamberini -: nella fascia 9 -13 si è arrivati al raddoppio dei volumi di traffico normalmente gestiti dalla rete di TIM.  L’aumento di traffico si è riversato, in generale, maggiormente sulla rete fissa: però in aree suburbane e residenziali si è visto invece un aumento maggiore di richiesta sulla rete mobile.  Riguardo alle appliczioni si è evidenziato un incremento significativo di streaming video, gaming, browsing oltre che di uso di applicazioni di collaborazione e comunicazione (traffico cresciuto di 11 volte rispetto al pre lock down). Sulla rete mobile, il maggiore incremento di traffico e quindi di sforzo per la rete si è avuto nei collegamenti di uplink (dal device verso la rete): qui Tim ha lavorato per ottimizzare le prestazioni così da mantenerle invariate anche in termini di velocità di download e upload, di latenza, di perdita pacchetti.  L’intervento è stato condotto anche aumentando capacità sui gateway di rete internazionali (50% in più) e sulla rete fotonica (fibra ottica)”.

Vodafone ha sottolineato il grande incremento di utilizzo da parte del client di soluzioni Vpn e applicazioni di collaboration. “Fin dalle prime fasi dell’emergenza abbiamo potenziato la nostra rete per rispondere alla forte richiesta di traffico, cresciuta del 30% sulla rete mobile e del 60% sulla rete fissa – ha spiegato Marco Zangani, Responsabile Mobile Access Engineering del Gruppo Vodafone. Eravamo pronti, e questo ci ha consentito di rispondere in modo tempestivo alle esigenze dei clienti e garantire la continuità operativa.  Ciò è stato possibile grazie al fatto che al nostro interno – dove i virtual team sono la prassi –  i dipendenti sono stati messi sin da subito in condizione di lavorare in modo efficace da remoto grazie al potenziamento delle connessioni e dei server che gestiscono le applicazioni di collaborazione e videochiamata. Un altro aspetto fondamentale è stato il processo di automazione e virtualizzazione delle reti, su cui lavoriamo da anni e che oggi ha permesso che le nostre reti fossero resilienti e strutturate per una crescita esponenziale del traffico”.

“La situazione straordinaria delle ultime settimane – ha sottolineato Benoit Hanssen, Chief Technology Officer di WindTre– ha sottoposto le reti di telecomunicazione a picchi di traffico inattesi, ma grazie al nostro nuovo network, con circa 20 mila siti di trasmissione ‘5G Ready’, inaugurato proprio poco prima dell’emergenza e definito ‘Top Quality’ da istituti specializzati, possiamo confermare di essere riusciti a garantire con continuità servizi di elevata qualità e affidabilità. Per fronteggiare l’aumento di traffic abbiamo agito costantemente sulla nostra rete, con interventi mirati a sostenerla e ora è molto importante continuare a investire per evolvere e modernizzare ulteriormente infrastrutture e sistemi, in modo da rispondere alla necessità crescente degli italiani di lavorare e studiare da remoto”.

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