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TELEVISIONE

Canone Rai, 817mila domande di esenzione: solo una su 4 via Pec

I dati dell’Agenzia delle Entrate: “Per le dichiarazioni arrivate dopo il 16 maggio l’esenzione parte dal mese successivo”. Consumatori sul piede di guerra: “Rinviare tutto a ottobre”. Giacomelli: “Per la Rai la pubblicità è una risorsa accessoria, per gli altri editori è ossigeno

08 Giu 2016

Antonello Salerno

Sono 817mila le richieste di esenzione dal canone Rai arrivate all’Agenzia delle entrate entro la scadenza fissata dalla legge, il 16 maggio 2016. Di queste soltanto un quarto, circa 220mila, sono state inviate attraverso la posta elettronica certificata. Lo ha detto Rossella Orlandi (nella foto), direttore generale dell’Agenzia delle entrate, durante un’audizione alla Camera. Soddisfatto Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Comunicazioni: “Ho la sensazione che siamo ritornati nella normalità – ha sottolineato in un’intervista a Radio24 – I dati arrivati all’Agenzia delle Entrate sulle domande di esenzione si avvicinano ai dati che risultano a Istat sulle famiglie che non hanno la televisione (944mila, ndr)”.

“Per l’invio delle dichiarazioni necessarie a non pagare il canone Rai nelle fatture elettriche la legge ha posto un termine, necessario alle aziende elettriche per rispettare la scadenza del primo luglio – ha proseguito nella sua relazione Rossella Orlandi – Noi abbiamo fatto i salti mortali per dare loro i dati. Per le dichiarazioni presentate fino al 16 maggio c’è l’esenzione per i primi sei mesi, per quelle che arrivassero dopo partirà dal mese successivo”.

Orlandi ha anche specificato che non si aspetta problemi sui “doppi pagamenti” per i proprietari di seconde case: “Non devono temere di dover pagare il canone Rai anche sulle utenze di questi appartamenti – ha puntualizzato – ciò accadrebbe solo nell’ipotesi che un cittadino abbia più utenze elettriche intestate con la tariffa agevolata per prima casa, il che vorrebbe dire che è scorretto, che o cambia tariffa oppure paga il canone Rai anche sulla seconda casa. Se il cittadino ha correttamente una tariffa non residenziale per le utenze delle seconde o terze case non è tenuto a pagare più volte il canone e non deve fare niente”.

Sui disagi organizzativi polemizza Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale dei consumatori, che chiede il rinvio a ottobre dei pagamenti: “A pagare per la scelta assurda del governo – afferma in una nota – non saranno gli evasori ma gli onesti contribuenti, costretti a compilare dichiarazioni complicate o che a luglio si ritroveranno doppie richieste di pagamento solo perché hanno utenze elettriche domestiche residenziali diversamente intestate”.

Una linea, quella dell’associazione dei consumatori, sposata anche da Alessandro Pagano (Area Popolare Ncd-Udc), componente della commissione Finanze: “Sul pagamento del canone Rai in bolletta sarà un luglio infuocato per i cittadini. I tempi ristretti e il caos giuridico-normativo daranno luogo a inevitabili contestazioni, ricorsi, pagamenti indebiti di un balzello di cui, tra l’altro, si poteva fare a meno – afferma – Per questo l’Esecutivo ha l’obbligo quanto meno di far slittare il pagamento del canone in autunno, consentendo così all’Agenzia delle Entrate di riaprire i termini per la presentazione delle dichiarazioni di non possesso della Tv”.

Nell’intervista a Radio24 Giacomelli si è soffermato anche sulla raccolta pubblicitaria della Tv di Stato: “Per la Rai la pubblicità è una risorsa accessoria, per gli altri editori è ossigeno – ha detto – Quindi sui prezzi e sui listini il rapporto con la pubblicità dev’essere corretto, Rai è l’ultimo soggetto che deve adeguarsi alle fluttuazioni del mercato, l’equilibrio è fondamentale per tutto il sistema”.

Quanto alla consultazione pubblica in corso sul sito www.cambierai.gov.it il sottosegretario ha spiegato: “E’ la prima volta che si fa una consultazione pubblica, online, rivolta ai cittadini. Se ne parla poco perché non ci sono polemiche, ma credo possa aiutare il governo e la Rai a fare delle buone scelte”. Poi la questione del rapporto della Tv di Stato con il Web: “Deve essere costruito da zero – ha sottolineato Giacomelli – è una cosa su cui Gubitosi aveva già iniziato a lavorare, ma su cui Campo Dall’Orto può fare un grande lavoro, non soltanto sui social, ma anche per acquisire una mentalità, i linguaggi, i saperi, le tecniche per parlare sulla Rete“.

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