LA STRATEGIA

Caro energia, BT punta allo switch off delle vecchie reti: risparmi per 550 Gigawatt

Nel piano al 2023 previsti lo “spegnimento” del 3G, la dismissione dei collegamenti telefonici in rame e la vendita di siti non più utilizzati. Si punta a recuperare 500 milioni di sterline

07 Set 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Switch-off del 3G per risparmiare sui consumi energetici: c’è anche questo nella strategia di BT per la gestione delle reti, accanto, ovviamente, ai progressi nel 5G. Il gruppo delle telecomunicazioni britannico si attende una riduzione dei costi di 5oo milioni di sterline di qui al 2030 dalla cessazione  delle tecnologie di rete legacy, ovvero eliminando il 3G entro la fine del 2023 (un obiettivo già fissato nel 2021), dismettendo i vecchi sistemi fissi in rame e vendendo siti di scambio non più utilizzati.

La strategia è stata illustrata in un evento per la stampa e gli analisti che si è tenuto presso i nuovi quartieri generali di BT nel centro di Londra e con protagonisti il Cto Howard Watson e il chief architect Neil McRae. I due top manager – riportano i media britannici – hanno descritto i prossimi obiettivi di modernizzazione delle reti dell’ex incumbent. Watson ha affermato che la sua grande ambizione è di avere il 5G “anywhere” entro il 2028 e una rete completamente convergente già dal 2025.

Switch-off del 3G

BT ha già proceduto con il switch-off del 3G spegnendo le femtocelle e ora intende migrare verso il 4G o il 5G entro la fine del 2022 i clienti ancora connessi sulla tecnologia mobile di terza generazione. Da questa iniziativa la telco si attende consistenti vantaggi perché, ha detto Watson, le vecchie tecnologie di rete sono energivore. 

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L’infrastruttura radio 3G consuma infatti il 30-35% dell’energia usata su tutta la rete mobile di BT pur rappresentando appena il 2,2% del traffico downlink trasportato. In più, lo spegnimento del 3G libererà delle frequenze.

Il decommissioning delle reti fisse e mobili di vecchia generazione farà risparmiare a BT 550GWh di energia. Insieme ad altre iniziative di modernizzazione delle reti si produrranno 500 milioni di sterline di risparmi entro la fine del decennio.

La migrazione verso la rete core 5G

Quanto ai progressi delle implementazioni 5G, BT afferma di aver centrato l’obiettivo di coprire metà della popolazione britannica con un anno di anticipo rispetto al target iniziale (ovvero nel 2022 anziché nel 2023) e ha cominciato a migrare i clienti verso la nuova rete core.

L’ambizione del 5G “anywhere” significa per l’azienda una copertura geografica del 90%, mentre le restanti aree del Regno Unito, quelle remote e difficilmente raggiungibili, saranno connesse alla banda ultralarga con altre tecnologie, come il fixed wireless access (Fwa) e i satelliti a bassa orbita (Leo).

La chiave per raggiungere gli obiettivi di modernizzazione delle reti sarà il completamento della migrazione verso la rete core 5G standalone (fornita da Ericsson), che porterà benefici tangibili in termini di prestazioni, agilità e flessibilità di un’architettura cloud-native.

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