Coronavirus, il "revival" delle chiamate vocali: +20% per le internazionali - CorCom

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Coronavirus, il “revival” delle chiamate vocali: +20% per le internazionali

Secondo le rilevazioni di i3forum Insights impennata nel mese di marzo. E ad aprile aumento del 60% della durata delle conversazioni telefoniche

01 Giu 2020

Patrizia Licata

giornalista

Il lockdown imposto dall’emergenza coronavirus ha fatto riscoprire agli utenti di tutto il mondo il valore di una telefonata. Il bisogno di sentire amici e familiari per voce anziché via email o chat ha fatto impennare il traffico voce internazionale del 20% nel mese di marzo 2020 in confronto a marzo 2019, mentre il traffico roaming è crollato del 30%. Cresce nettamente la durata delle telefonate: +30% a marzo e +60% ad aprile (sempre anno-su-anno). I dati sono stati rilevati da i3forum Insights, il database dei dati di mercato sui servizi voce internazionali ideato e gestito dai membri dell’i3forum, l’ente no-profit che riunisce l’ecosistema dei carrier globali.

La riscoperta della voce

Il cambiamento del comportamento degli utenti derivato dal passaggio allo smart working e alle misure di isolamento per contenere l’epidemia di coronavirus ha prodotto un impatto immediato sul mercato voce internazionale, spiega Philippe Millet, presidente dell’i3forum. “i3forum Insights ha osservato un iniziale boom del traffico a marzo e poi un ritorno a volumi regolari ad aprile, ma con schemi di comportamento diversi dovuti al fatto che le persone si sono adattate alle nuove situazioni di lavoro e alle nuove condizioni di socialiazzione”, afferma Millet. “Le chiamate ora durano di più e questo compensa il calo nel numero complessivo di telefonate”. Secondo Millet, la prima metà del 2020 “ha davvero mostato il valore delle tradizionali comunicazioni voce in tempi di difficoltà. Anche oggi restano cruciali per le aziende e per i consumatori”.

Un database al servizio delle telco

Il database di mercato per i servizi voce internazionali di i3forum Insights offre alle telco che partecipano dati approfonditi che provengono dall’intera industria delle telecomunicazioni. Al database contribuiscono Bics, Bts, iBasis, Orange, Pccw Global, Tata Communications, Sparkle, Telefónica International Wholesale Services e Telstra.

“I nove carrier che attualmente usano la piattaforma hanno generato oltre 1.200 login alla piattaforma stessa lo scorso mese”, sottolinea Millet. “Questo dimostra che, nonostante le aziende svolgano le loro attività da remoto, i3forum Insights è ben integrata nei processi operativi. L’uso della piattaforma da parte dei carrier è intensiva e dà supporto alle loro attività quotidiane”.

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Le telco che partecipano al database di i3forum Insights caricano sul sistema i loro dati sul traffico voce (completamente anonomizzati) e li paragonano con i dati del resto del mercato. La piattaforma è stata sviluppata da TeleGeography, aziende specializzata nella gestione di vasti dataset dell’industria delle Tlc.

Boom del traffico voce anche in Italia

Il traffico dati e voce sulle reti fisse e mobili ha subìto una forte impennata a seguito del lockdown anche in Italia. Secondo il bilancio pubblicato da Agcom (che mostra l’andamento fra il 17 febbraio e il 19 aprile) sulle reti fisse il traffico voce ha registrato dal 23 al 29 marzo un balzo del 67%. Riguardo alle reti mobili il traffico voce ha raggiunto l’intensità maggiore nella settimana del 6-12 aprile con un incremento del 45%, pari a 10 punti percentuali in più rispetto alle settimane precedenti.

La rete fissa ha dunque registrato i maggiori aumenti (anche nel traffico dati). “È un dato che rispecchia esattamente la condizione di lockdown. In casa si tende a collegare il cellulare al wifi nonché gli altri device”, spiega a CorCom Giovanni Santella a capo Direzione reti e servizi di comunicazioni elettroniche di Agcom. “Sul fronte del traffico dati fisso lo spread, rispetto alla media, in termini di intensità è stato del 10%, più alto che sul traffico dati mobile. Ciò vuol dire che i picchi di traffico dati sul fisso hanno raggiunto per alcuni operatori performance molto al rialzo. E lo spread sul fisso in termini di intensità sul traffico voce è stato ancor più consistente raggiungendo fino al 27%, segnale che mostra chiaramente la massa di telefonate che si sono fatte nel periodo considerato”.

La situazione sta progressivamente rientrando: “Fino alla metà di marzo si sono registrati gli aumenti più importanti, ora stiamo assistendo a una stabilizzazione”, evidenzia Santella. Ma che cosa succederà nei prossimi mesi è ancora presto per dirlo.

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