Deutsche Telekom, torna in ballo la vendita di T-Mobile Us - CorCom

MERCATO

Deutsche Telekom, torna in ballo la vendita di T-Mobile Us

Il gruppo tedesco avrebbe recuperato tutto il valore del suo asset americano riportandolo ai livelli del tentato deal con At&t nel 2011 (39 miliardi di dollari). Ora starebbe trattando con SoftBank per una vendita all-cash con cui sostenere i suoi investimenti di rete europei

20 Gen 2014

Patrizia Licata

Deutsche Telekom ha recuperato il suo investimento in T-Mobile Us, con un incremento del valore della unit che compensa la svalutazione di 7,4 miliardi di euro o 10 miliardi di dollari messa in bilancio nel 2012. Lo ha dichiarato il chief executive officer del gruppo tedesco Timotheus Hoettges in un’intervista con Bloomberg News concessa proprio mentre tornano a rincorrersi le voci che parlano di una possibile vendita dell’operatore mobile americano.

Dopo il fallito tentativo di cedere la unit a At&t nel 2011 per 39 miliardi di dollari, Deutsche Telekom è riuscita a fare di T-Mobile il fornitore di telefonia mobile a più alta crescita sul mercato americano grazie al merger con MetroPcs Communications, all’allargamento della sua rete e all’introduzione di piani tariffari più flessibili e meno costosi.

“Abbiamo già accresciuto il valore del nostro carrier a quello che era al momento in cui consideravamo una vendita”, ha detto Hoettges. “Questo vuol dire che, con i mano il 67% di un’azienda che vale 42 miliardi di dollari, siamo tornati al valore del tentato deal con At&t“.

SoftBank, che vorrebbe unire l’operatore mobile Sprint, che ha da poco acquisito, con T-Mobile, avebbe già aperto i negoziati con Deutsche Telekom per rimuovere i possibili ostacoli a un accordo, secondo le fonti di Bloomberg. E, secondo l’agenzia Reuters, DT ha trasferito la proprietà del suo 67% di T-Mobile Us da una holding tedesca a una holding olandese per facilitare il processo di vendita, anche se il gruppo tedesco ha negato, spiegando che si tratta solo di uno snellimento della struttura amministrativa.

Hoettges, che ha assunto la guida di Deutsche Telekom questo mese prendendo il posto di Rene Obermann, è stato personalmente coinvolto nei negoziati per le transazioni con At&t e con MetroPcs.

Il Ceo di T-Mobile John Legere ha annunciato nelle scorse settimane, la miglior trimestrale da otto anni per il carrier, che ha guadagnato 869.000 abbonati negli ultimi tre mesi del 2013. Dopo la fusione con MetroPcs a maggio, le azioni di T-Mobile hanno raddoppiato il valore.

Secondo Bloomberg, Deutsche Telekom cercherebbe un’offerta all-cash per T-Mobile e SoftBank starebbe cercando di finanziare l’accordo per mettere sul piatto quanti più contanti le è possibile. Il fondatore e presidente del gruppo giapponese, Masayoshi Son, starebbe tentando di prendere in prestito circa 20 miliardi di dollari dalle banche (tra cui Goldman Sachs, Mizuho Bank e Credit Suisse). Sprint si accollerebbe anche i debiti di T-Mobile (13,6 miliardi di dollari).

Un’eventuale fusione tra Sprint e T-Mobile creerebbe un rivale con mezzi più robusti per competere con le due leader di mercato Verizon Wireless ed At&t, ma non è scontato che i regolatori diano il via libera al deal, preoccupati dalla riduzione del numero degli operatori sul mercato nazionale.

L’interesse di Deutsche Telekom per un pagamento cash si dovrebbe all’esigenza del gruppo tedesco di spendere nell’aggiornamento e ampliamento delle reti: DT, che ha reti telefoniche in tutta Europa, ha messo in cantiere investimenti di quasi 30 miliardi di euro nei tre anni che si chiudono a fine 2015. Il gruppo guidato da Hoettges ha anche intenzione di presentare richiesta per i fondi europei a supporto dell’espansione della copertura nelle aree rurali della Germania dove le telco hanno finora considerato “anti-economico” portare la banda larga.