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Dl Bollette, i giuristi: “Servono regole uniformi tra i mercati”



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Il confronto promosso al Senato chiarisce gli effetti delle nuove norme sulle attività di marketing nei comparti energetico e Tlc. Al centro del dibattito anche la continuità delle autorizzazioni già espresse dagli utenti e la tutela della libertà di scelta

Pubblicato il 21 lug 2026



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Il Dl Bollette non cancella automaticamente i consensi commerciali e privacy raccolti prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina. È questa la conclusione condivisa emersa nel corso del convegno ospitato al Senato, nella Sala di Santa Maria in Aquiro, dedicato agli effetti della riforma sulle attività di telemarketing nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni. Il confronto ha riunito giuristi ed esperti di diritto con l’obiettivo di chiarire uno dei punti che ha suscitato maggiore attenzione tra gli operatori: il destino delle autorizzazioni già espresse dai consumatori.

Secondo l’orientamento illustrato dai relatori, la nuova normativa punta a rafforzare la tutela degli utenti contro le pratiche commerciali aggressive, senza però mettere in discussione la validità dei consensi acquisiti in modo corretto e nel rispetto della disciplina vigente al momento della raccolta.

Il confronto tra diritto dei consumatori, privacy e regolazione

Al dibattito hanno partecipato i professori Ugo Ruffolo, Carlo Colapietro, Cesare San Mauro, Emiliano Marchisio e Filippo Donati, insieme all’avvocato Marco Dalla Vedova. Gli interventi hanno affrontato la riforma da diverse prospettive, che spaziano dal diritto dei consumatori alla privacy, fino al diritto costituzionale e alla regolazione dei mercati.

L’interpretazione prevalente emersa durante il confronto è che i consensi commerciali e privacy raccolti legittimamente prima dell’entrata in vigore della Legge Bollette continuano a produrre effetti. La loro efficacia, hanno osservato i relatori, viene meno soltanto nel caso in cui l’interessato decida di revocarli. Fino a quel momento possono continuare a essere utilizzati nel rispetto delle condizioni previste dalla nuova disciplina.

Si tratta di un passaggio ritenuto rilevante perché distingue la validità del consenso dalla successiva evoluzione del quadro normativo. In questa prospettiva, la riforma non introduce un azzeramento generalizzato delle autorizzazioni già rilasciate, ma definisce regole più stringenti per il loro utilizzo.

L’obiettivo della riforma: fermare il telemarketing aggressivo

Nel corso dell’incontro è stato ribadito che la finalità del Dl Bollette consiste soprattutto nel contrastare le pratiche di telemarketing indiscriminato che negli ultimi anni hanno interessato in particolare il mercato dell’energia.

Secondo i giuristi intervenuti, il legislatore intende rafforzare la protezione dei consumatori senza compromettere le attività commerciali basate su una manifestazione di volontà libera, informata e consapevole. In altre parole, il bersaglio della norma sarebbero i contatti non richiesti o ottenuti senza un consenso valido, non le attività fondate su autorizzazioni correttamente acquisite.

Da questa impostazione deriva anche la necessità di distinguere con chiarezza due fattispecie differenti: da un lato il telemarketing aggressivo, dall’altro le iniziative commerciali che poggiano su un consenso espresso dall’utente secondo le modalità previste dalla legge.

Le implicazioni per il settore delle telecomunicazioni

Una parte significativa del confronto ha riguardato il possibile impatto della nuova disciplina sul comparto delle telecomunicazioni.

Secondo quanto evidenziato durante il convegno, molte delle procedure già adottate dagli operatori Tlc risultano coerenti con i principi introdotti dalla riforma. Il riferimento è sia ai canali fisici sia alle piattaforme digitali, dove il percorso di acquisizione del consenso si basa generalmente su una proposta formulata dal cliente e sulla registrazione dell’autorizzazione attraverso strumenti informatici.

In questa prospettiva, i consensi raccolti dagli operatori delle telecomunicazioni nel rispetto dei requisiti previsti dal Dl Bollette potrebbero essere utilizzati anche nell’ambito del mercato elettrico, purché siano rispettate le condizioni stabilite dalla normativa.

Per il comparto si tratta di un elemento di interesse perché confermerebbe la compatibilità tra i processi già adottati da numerosi operatori e il nuovo impianto regolatorio.

L’esigenza di regole uniformi tra i diversi mercati

Nel dibattito è emerso anche un tema più ampio, quello dell’armonizzazione normativa tra i diversi settori interessati.

I relatori hanno richiamato l’opportunità di un eventuale intervento legislativo capace di garantire regole omogenee e condizioni concorrenziali equilibrate tra energia e telecomunicazioni. L’obiettivo sarebbe evitare interpretazioni difformi che possano generare disparità competitive tra mercati caratterizzati da modalità di acquisizione dei consensi spesso simili.

Questa esigenza, è stato sottolineato, non sostituisce il principio giuridico ritenuto centrale dai partecipanti al convegno: la conferma della validità dei consensi già espressi quando raccolti in conformità alle norme.

Al centro resta la volontà del consumatore

Il punto che accomuna le diverse letture giuridiche riguarda il valore attribuito alla volontà dell’utente.

Secondo quanto emerso nel confronto, i consensi validamente prestati e non successivamente revocati rappresentano un elemento giuridicamente rilevante. Per questo motivo, la nuova disciplina non avrebbe l’obiettivo di eliminarli, bensì di inserirli in un sistema di garanzie più rigoroso, volto a rafforzare la protezione dei consumatori e a limitare le pratiche commerciali scorrette.

Il messaggio che arriva dal dibattito del Senato è quindi quello di una riforma orientata a trovare un equilibrio tra due esigenze: da un lato il contrasto al telemarketing aggressivo, dall’altro la tutela dell’efficacia delle manifestazioni di consenso espresse in modo libero e consapevole. Un equilibrio che, secondo i giuristi intervenuti, costituisce uno dei principi cardine del nuovo impianto normativo e che potrebbe rappresentare un punto di riferimento anche per l’evoluzione delle regole nei diversi mercati interessati.

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