Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

CONSIGLIO DEI MINISTRI

E-book, niente Iva agevolata. Franceschini: “Ne discuteremo in sede Ue”

Non passa la proposta di portare al 10%, dall’attuale 22%, l’imposta sui libri elettronici nonostante la norma fosse stata già messa nero su bianco nella bozza di decreto. Il Cdm non approva per non rischiare la procedura di infrazione. Ma il ministro della Cultura non si arrende: “Porteremo la questione sul tavolo dell’Europa”

22 Mag 2014

Antonello Salerno

“Le norme ancora non ci sono, ma siamo impegnati nel semestre europeo ad affrontare la questione in sede Ue”. Lo ha detto, a proposito dell’abbassamento dell’Iva sugli e-book, il ministro della Cultura Dario Franceschini durante la conferenza a seguito del Consiglio dei ministri che si è riunito a palazzo Chigi alle 14. Durante la riunione dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi è stato approvato il decreto legge per la promozione della cultura e del Turismo, in cui era inizialmente inserita la norma per l’abbassamento dell’Iva sugli E-book dal 22% al 10%.

“Attualmente l’Iva sui libri è al 4% – ha detto il ministro Franceschini – mentre gli e-book pagano il 22% perché la normativa europea non prevede aliquote intermedie. Abbiamo valutato l’impossibilità di portare tutto al 4%, e una riduzione al 10% farebbe scattare il procedimento d’infrazione Ue. La Francia – ha proseguito Franceschini – ha abbassato al 7% e sono finiti volutamente in procedura d’infrazione. La provocazione francese c’è già stata e ci aiuterà a porre la questione sul tavolo europeo”.

Se la norma avesse ricevuto l’ok del Consiglio dei ministri Dario Franceschini sarebbe riuscito in una sorta di mediazione tra la situazione attuale e le richieste degli editori, che chiedono l’allineamento dell’Iva per gli e-book a quella applicata per i testi cartacei, e quindi al 4%.

Gli editori italiani sono da tempo in pressing per ottenere dal Governo un provvedimento in questo senso, lamentando le disparità di trattamento rispetto a chi vende e-book ma ha sede all’estero, come succede ad esempio per Amazon, che in Lussemburgo beneficia dell’iva al 3%, e chi ha sede in Italia ed è sottoposto a condizioni più svantaggiose.

Nel resto d’Europa la questione è diventata un caso: due governi sono già in procedura d’infrazione per aver unilateralmente deciso di ridurre l’Iva sugli e-book, la Francia, che applica un’aliquota del 7%, e il Lussemburgo, che applica il 3%.

Articolo 1 di 5