STRATEGIE

Ericsson battezza la prima “fabbrica 5G” negli Usa

Avviata l’attività nello stabilimento texano che produrrà base station per le telco statunitensi. Il Nord America mercato sempre più chiave per i vendor europei

05 Mar 2020

Patrizia Licata

giornalista

Ericsson ha avviato la produzione nel suo stabilimento americano di Lewisville, in Texas. Annunciato per la prima volta nel 2012, questo impianto fabbricherà stazioni base 5G per i clienti del Nord America.

Il primo prodotto che uscirà dalla fabbrica texana del vendor europeo è Street Macro, un sistema radio che usa lo spettro millimetrico, parte essenziale del portafoglio 5G di Ericsson per il mercato nord-americano. Tutte le componenti di accesso radio sono ospitate in un ambiente compatto che permette alle telco e ai service provider di espandere la copertura 5G nei complessi contesti urbani.

La smart factory 5G più automatizzata degli Usa

Ericsson userà Street Macro anche nella sua fabbrica per sviluppare tecniche di smart manufacturing e servizi connessi per l’intero sito. L’azienda svedese ha detto che entro fine anno avrà messo in piedi “la smart factory 5G più automatizzata e sostenibile degli Stati Uniti”.

La connettività 5G nella fabbrica renderà le operazioni agili e la produzione flessibile, sfruttando soluzioni industriali come i magazzini automatizzati, la logistica connessa, l’imballaggio automatizzato e carrelli-robot. Lo stabilimento impiegherà all’inizio 100 dipendenti.

Vendor europei in crescita dopo il “ban”

Lo stabilimento texano di Ericsson fa parte delle iniziative dell’azienda svedese di portare la sua supply chain più vicina ai clienti. Il mercato nord-americano, dopo la messa al bando della cinese Huawei, è diventato fondamentale sia per Ericsson che per la sua concorrente europea Nokia: i contratti con le telco locali si sono moltiplicati. Ericsson, per esempio, è fornitore di tutti e quattro gli operatori di rete Usa (Verizon, At&t, T-Mobile e Sprint) e di diversi operatori più piccoli.

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Per Washington poter fare affidamento su fornitori occidentali è una garanzia di sicurezza, visti i timori legati a Huawei e al presunto cyber-spionaggio di Pechino che, secondo le accuse dell’amministrazione Usa, sarebbe possibile tramite gli apparati del vendor di Shenzhen (accuse sempre respinte sia da Huawei che dal governo cinese).

Washington nella proprietà di Ericsson e Nokia?

L’interesse di Washington per fornitori “sicuri” per le nuove reti 5G è tale da aver spinto il Procuratore generale degli Stati Uniti William Barr a proporre l’acquisto da parte del governo americano di quote di controllo in Nokia ed Ericsson per contrastare il predominio della Cina sul mercato delle attrezzature di rete 5G. L’Attorney general ha detto che qualche alto funzionario del governo ha suggerito che i timori riguardanti Huawei “potrebbero essere risolti dagli Stati Uniti sostenendo Nokia e/o Ericsson, tramite una quota di controllo americana sia diretta che tramite un consorzio di imprese americane e di paesi alleati”.

L’ipotesi di Barr ha messo in moto diverse speculazioni da parte degli analisti su possibili attività di fusione e acquisizione (M&A) nell’industria dei vendor Tlc, soprattutto dopo che Nokia ha annunciato che sta valutando la vendita di alcune attività o la fusione con un’altra società. Il vendor potrebbe essere aperto a investimenti stranieri e l’America potrebbe davvero mettere mano sui colossi europei delle attrezzature di rete per assicurarsi il controllo sullo sviluppo del 5G.

 

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