LA SMENTITA

Ericsson e il business in Russia: “Fake news, non forniamo hardware”

La telco svedese replica alle indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbero in essere esportazioni verso il Paese: “Le nostre attività riguardano solo i software e il supporto tecnico per prodotti già in uso. Mai vendute apparecchiature agli operatori mobili dall’inizio del conflitto in Ucraina”

23 Set 2022

Veronica Balocco

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Forniture hardware di telecomunicazioni vendute ai russi durante il conflitto ucraino? Ericsson smentisce categoricamente l’ipotesi dei media svedesi secondo cui l’azienda continua le sue esportazioni nel Paese di Putin, oggetto di pesanti sanzioni dall’Ue.

La telco di Stoccolma chiarisce i termini della cquestione dichiara di fornire solo software e supporto tecnico ai clienti russi e di non aver mai venduto apparecchiature di telecomunicazione agli operatori mobili dall’inizio della guerra in Ucraina. La vicenda ha avuto una ripercussione del 4% sulle azioni della società.

Supporto per i prodotti venduti prima del conflitto

Ericsson ha sospeso le sue attività in Russia ad aprile e ad agosto ha dichiarato che avrebbe lasciato il Paese nei prossimi mesi. Ala chiusura delle operazioni ha registrato un addebito di 900 milioni di corone svedesi (81 milioni di dollari) e ha licenziato 400 dipendenti nel Paese del Cremlino.

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“Conformemente alle sanzioni, forniamo il software e l’assistenza tecnica per quei prodotti che abbiamo spedito prima dell’invasione, rendendo possibile il ritiro mentre adempiamo agli obblighi contrattuali”, ha affermato un portavoce. “Quando sono state annunciate le sanzioni, abbiamo interrotto le spedizioni ai clienti in Russia“, ha affermato.

Tecnologie solo per uso civile

Sveriges Radio Ekot ha riferito che Ericsson aveva richiesto 12 permessi per l’esenzione dalle sanzioni dell’Ispettorato svedese dei prodotti strategici e ne aveva ottenuti sette. L’elenco delle sanzioni dell’autorità svedese include software e tecnologia legati alle telecomunicazioni. La radio ha anche affermato che i prodotti che Ericsson ha ricevuto il permesso di esportare in Russia potrebbero essere utilizzati per l’esercito, ma Ericsson ha ribadito con forza che i suoi prodotti sono progettati per uso civile, non militare. L’autorità svedese ha quindi rilasciato una dichiarazione in cui afferma che le esenzioni erano legate all’uso civile e agli utenti finali civili.

Il rivale finlandese Nokia, che ha anche annunciato l’intenzione di uscire dalla Russia entro la fine dell’anno, ha affermato di effettuare una manutenzione limitata delle reti critiche per adempiere ai suoi obblighi contrattuali e umanitari. 

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