L'ANNUNCIO

Guerra Ucraina, Dell e Ericsson chiudono le attività in Russia

Il colosso americano dell’IT esce definitivamente dal mercato e licenzia il personale locale. Il vendor svedese fermerà il business nei prossimi mesi

29 Ago 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Dell Technologies ha annunciato di aver cessato definitivamente ogni attività commerciale in Russia; le sedi erano già chiuse da metà agosto. Il colosso americano dell’It si unisce al numeroso gruppo di aziende occidentali che hanno deciso di chiudere la loro attività nel Paese dopo che Mosca ha invaso l’Ucraina lo scorso febbraio.

A seguito dell’invasione Dell aveva immeditamente sospeso le vendite e le attività di supporto in Russia, Bielorussia, Crimea (già oggetto di embargo) e nelle regioni separatiste ucraine del Donetsk e del Luhansk.

Ericsson va nella stessa direzione: l’azienda svedese ha fatto sapere che chiuderà gradualmente le sue attività commerciali in Russia nel corso dei prossimi mesi. Il fornitore di attrezzature per le reti tlc ha detto che adempirà i precedenti obblighi assunti con i clienti e cesserà quindi ogni business con la Russia.

Dell esce definitivamente dalla Russia

Le testate tecnologiche CNews e TAdviser hanno scritto che Dell farà un’uscita totale dalla Russia, licenziando tutto il personale locale, circa 50 dipendenti tra vendita e supporto tecnico. Verranno comunque garantiti, secondo i media, fino a otto stipendi come buonuscita più bonus e altri benefit fino alla fine del 2022.

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Il ministero dell’Industria russo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tass, sta seguendo lo sviluppo della situazione e ha indicato che la maggior parte dei dipendenti del centro R&D e gli ingegneri delle sedi di Mosca e San Pietroburgo “hanno già ricevuto offerte di lavoro con stipendi competitivi da produttori russi”.

Dell fornisce in particolare i suoi server alle imprese russe. L’azienda ha appena comunicato i risultati del secondo trimestre  dell’anno fiscale 2023 con un fatturato record di 26,4 miliardi di dollari, in aumento del 9%. A trainare la crescita sono le divisioni Client Solutions Group (Csg) e Infrastructure Solutions Group (Isg). La società ha generato un risultato operativo di 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 25%, e un risultato operativo non-Gapp pari a 2 miliardi di dollari, +4%.

L’utile netto è stato pari a 506 milioni di dollari, mentre l’utile netto non-Gapp è stato di 1,3 miliardi di dollari.

Ericsson chiuderà nei prossimi mesi

Ericsson a febbraio aveva temporaneamente sospeso le attività in Russia per poi congelarle a tempo indeterminato ad aprile. Il vendor ha tuttavia tenuto i circa 400 dipendenti locali in ferie pagate. Ora, secondo il quotidiano russo Kommersant, trasferirà parte del personale di supporto in una nuova società creata dai suoi top manager in Russia – una notizia non confermata da Ericsson.

L’impatto sui conti ci sarà: l’azienda svedese ha comunicato l’accantonamento di 900 milioni di corone (87,48 milioni di euro) legato alla sospensione delle sue attività russe. Il business nel Paese rappresenta comunque solo il 2% del fatturato totale dell’azienda, secondo Bloomberg.

Anche Nokia ad aprile ha annunciato l’uscita dalla Russia, dove impiega circa 2.000 persone.

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