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LA TRIMESTRALE

Ericsson, paradosso 5G: i roll out commerciali trainano le vendite ma frenano i profitti

Il gruppo svedese mette a segno revenue sopra le attese nel secondo trimestre (54,8 miliardi di corone) grazie soprattutto al Nord America, ma delude sui margini. Le grandi implementazioni continueranno a pesare sulla redditività nel breve periodo, ma il ceo Ekholm assicura: “Lo slancio del 5G continua”

17 Lug 2019

Patrizia Licata

giornalista

Il 5G e le scelte delle telco americane fanno volare le vendite di Ericsson: nel secondo trimestre del 2019 il colosso svedese del networking ha registrato un fatturato di 54,8 miliardi di corone, in crescita del 10% (7% a livello adjusted) rispetto al secondo trimestre del 2018 grazie ai risultati della divisione Networks in Nord America e Nord-est dell’Asia. Il fatturato cresce anche rispetto al primo trimestre 2019 (48,9 miliardi di corone) e supera le attese degli analisti. Networks ha visto aumentare le vendite organiche dell’11% anno su anno grazie agli investimenti in 4G e 5G di Nord America e Nord-est Asia ai “contratti strategici”.

Tuttavia questi stessi contratti e le grandi implementazioni commerciali 5G pesano al momento sui margini e la profittabilità: l’utile netto a 1,8 miliardi di corone (circa 175 milioni di euro) è un miglioramento anno su anno (-1,8 miliardi nel secondo trimestre 2018) ma un peggioramento su base trimestrale (2,4 miliardi di corone nel primo trimestre 2019); allo stesso modo l’utile operativo a 3,7 miliardi di corone è in aumento rispetto a 0,2 miliardi nel secondo trimestre 2018 ma in calo rispetto al primo trimestre 2019 (4,9 miliardi). I margini di Networks sono in calo al 41,4% contro il 43,2% del secondo trimestre 2018 (anche a causa di costi extra e minori entrate dalla proprietà intellettuale); il margine lordo complessivo migliora anno su anno (36,6% nel secondo trimestre 2019 contro 34,8% nello stesso periodo del 2018) ma peggiora su base trimestrale (38,4%).

Gli azionisti hanno interpretato la frenata sui margini e gli utili come uno stop al percorso di rilancio del gruppo svedese e il titolo ha perso il 7% in Borsa subito dopo la pubblicazione della trimestrale. Sulla delusione del mercato pesa anche l’outlook al 2020: Ericsson ha detto di essere in linea col raggiungimento dei suoi obiettivi, ma è rimasta cauta nelle stime.

Restano col segno meno le vendite nei Digital services e Managed services. Nella divisione Digital services il fatturato del secondo trimestre registra un -3% per la perdita di posizionamento sui prodotti legacy; Ericsson sta potenziando il portafoglio di prodotti 5G e Cloud native e resta impegnata sull’obiettivo di ottenere per il 2020 margine positivo pur se a una sola cifra. Nei Managed services le vendite organiche registrano un -6%; l’offerta punta su automazione, machine learning e AI per ottenere un miglioramento delle prestazioni, ma al momento i margini sono impattati negativamente dalle spese in R&D.

Il presidente e ceo dell’azienda svedese Börje Ekholm ha ribadito che questo è un momento di grande slancio per le implementazioni 5G sia a livello di nuovi contratti che di lanci commerciali e attivazione delle reti. “Ad oggi, abbiamo fornito soluzioni per quasi due terzi di tutti i lanci commerciali di reti 5G”, ha evidenziato il numero uno di Ericsson.

Sul 5G, Ekholm sottolinea come ai primi lanci legati alle grandi aree metropolitane seguiranno presto le implementazioni in ambito Internet of things. “Ciò offre ai nostri clienti l’opportunità di catturare nuove fonti guadagno legate all’offerta di nuovi vantaggi per consumatori e imprese”. Sul 5G il ceo di Ericsson ricorda che l’azienda ha deciso di investire in un sito produttivo all’avanguardia negli Stati Uniti “per complementare la nostra supply chain globale”, un chiaro riferimento alle turbolenze sulla catena di approvvigionamento e distribuzione creata dalle tensioni Usa-Cina, la trade war e il caso Huawei.

Per i prossimi due trimestri Ericsson si aspetta un livello di vendite in Nord America in linea con quello registrato nella prima metà dell’anno. Ericsson ribadisce che l’aumento dei contratti strategici, le grandi implementazioni 5G in Asia e le vendite di servizi in Nord America avranno un iniziale impatto negativo sul margine lordo; il potenziamento della redditività si avrà nel lungo termine. Vanno messe in conto inoltre le spese del vasto piano di ristrutturazione lanciato nel secondo trimestre del 2017 e che prevede il taglio di 20.500 posti di lavoro e costi complessivi intorno a 10 miliardi di corone. Nel full year 2019 il piano peserà per 2-4 miliardi.

Infine, negli Stati Uniti l’azienda svedese è coinvolta in un’indagine su presunta violazione della legge anti-corruzione (U.S. Foreign corrupt practices act) condotta dall’organo di vigilanza di Borsa Sec e dal dipartimento di Giustizia: è in corso il patteggiamento e per ora Ericsson non può fornire dettagli, ma anticipa che la risoluzione potrà avere un impatto finanziario o di altra natura che al momento non può essere definito o quantificato.

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