LE SENTENZE DEL TAR

Fibra e pubblicità ingannevole: confermate le multe a Tim, Vodafone e Fastweb

Bocciati i ricorsi contro i provvedimenti dell’Antitrust del 2018: oltre 4 milioni di euro di sanzioni a testa. Nel mirino le effettive velocità di connessione ma anche i servizi fruibili e la disponibilità a livello territoriale

Pubblicato il 07 Dic 2022

Domenico Aliperto

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Il Tar del Lazio, con tre diverse sentenze, ha confermato le sanzioni – pari a oltre quattro milioni di euro per ogni società – irrogate dall’Antitrust a Fastweb, Telecom e Vodafone nel 2008 per pubblicità ingannevole sulla fibra ottica.

Le motivazioni del Tar

Le telco avevano infatti fatto ricorso contro la decisione dell’Autorità, secondo cui i messaggi volti a enfatizzare il raggiungimento delle massime prestazioni in termini di velocità e affidabilità della connessione omettevano di informare adeguatamente i consumatori circa le caratteristiche della tecnologia di trasmissione utilizzata e le connesse limitazioni nonché le reali potenzialità del servizio in fibra offerto (inclusi l’effettiva velocità di navigazione, i servizi fruibili e i limiti derivanti dallo sviluppo geografico della rete). Inoltre, nelle offerte commerciali della connettività in fibra, non veniva data adeguata visibilità all’opzione aggiuntiva, a pagamento dopo un primo periodo di gratuità, che consente di ottenere la massima velocità pubblicizzata. Oltre alla sanzione, l’Agcm intimava anche la cessazione della pratica.

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Per il Tar, dunque, “correttamente l’Agcm interveniva per reprimere una comunicazione commerciale che nella primissima fase (c.d. aggancio) si esternava in messaggi poco chiari e fuorvianti”. Il Tar ha anche evidenziato che in questo caso non potrebbe discriminare la circostanza il fatto “che, in un secondo momento, il consumatore potesse ottenere le necessarie informazioni per una scelta consapevole, atteso che si farebbe in tal modo gravare sull’utente un onere non dovuto”.

Le multe confermate alle telco

Telecom si vede così confermare una sanzione da 4,8 milioni di euro. A fronte delle contestazioni effettuate, la società al tempo aveva presentato diverse proposte d’impegni, tutte però respinte dall’Agcm, che attivò alla fine il provvedimento sanzionatorio contestato davanti al tribunale amministrativo.

Vodafone dovrà invece pagare 4,6 milioni di euro, essendo stata confermata la sanzione sulle campagne pubblicitarie ‘Iperfibra’, ‘ Iperfibra Family’, ‘Vodafone One’ e altre offerte similari, che non davano adeguata visibilità all’opzione aggiuntiva, a pagamento dopo un primo periodo di gratuità, che consente di ottenere la massima velocità pubblicizzata”. Il Tar, premettendo che “correttamente l’Agcm interveniva per reprimere una comunicazione commerciale che nella primissima fase si esternava in messaggi poco chiari e fuorvianti”, ha ritenuto confermata dagli atti “la palese incompletezza dell’informazione commerciale fornita attraverso i vari canali di comunicazione analizzati dall’Autorità”.

A Fastweb, infine, tocca una multa da 4,4 milioni di euro. Sulla contestazione in merito al giudizio d’ingannevolezza del claim proposto, il Tar, dop aver fatto alcune precisazioni di tipo tecnologico, ha rilevato come “correttamente l’Agcm interveniva per reprimere una comunicazione commerciale che nella primissima fase (c.d. aggancio) si esternava in messaggi poco chiari e fuorvianti”. E questo dimostrerebbe “la palese incompletezza dell’informazione commerciale fornita attraverso i vari canali di comunicazione analizzati dall’Autorità”.

Le sanzioni per condotta scorretta a WindTre e Tim

La sentenza del Tar arriva a poche settimane da un altro intervento dell’Agcm in ambito Tlc. L’Antitrust ha infatti sanzionato WindTre e Tim per condotta scorretta, comminando multe che ammontano a 5 milioni per WindTre e a un milione di euro per Tim.

Nel caso di WindTre il procedimento dell’Authority riguarda l’attivazione automatica ai clienti mobile titolari di scheda Sim prepagata ‘voce e Internet’ un servizio aggiuntivo a pagamento. In particolare, WindTre ha aumentato di almeno 2 euro il costo mensile del piano tariffario degli utenti a fronte dell’offerta di Giga aggiuntivi (in quota variabile a seconda del piano tariffario di partenza) senza che questi abbiano espresso alcun preventivo consenso al riguardo.

Per Tim il procedimento è stato aperto dopo tre segnalazioni da parte di consumatori e una dell’operatore Iliad e riguarda la condotta posta in essere da Telecom relativa all’attività promozionale effettuata dalla società tramite il proprio sito web per le offerte di telefonia fissa fibra Premium, Executive e Magnifica e tramite spot televisivo solo per quanto riguarda l’offerta Magnifica. Secondo Agcm, le pubblicità evidenziavano solo i vantaggi e non le altre informazioni rilevanti per il consumatore.

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