Infocontact: Wind proroga il contratto di 4 mesi, fiato a 310 lavoratori - CorCom

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Infocontact: Wind proroga il contratto di 4 mesi, fiato a 310 lavoratori

La commessa affidata al call center calabrese in amministrazione controllata sarebbe scaduta il 31 gennaio. La compagnia: “Siamo in contatto con i commissari dell’azienda e le organizzazioni sindacali”. Ma i sindacati chiedono di piu: “Bisogna tutelare tutti i 1800 addetti, il governo intervenga”

16 Gen 2015

Federica Meta

Wind ha deciso di prorogare di 4 mesi la scadenza del contratto con Infocontact, azienda in amministrazione controllata, per la quale, relativamente alla commessa Wind, lavorano 310 persone. Wind è, pertanto, in continuo contatto con i Commissari dell’azienda e anche con le Organizzazioni Sindacali per gestire la situazione”. La comunicazione arriva direttamente dalla compagnia telefonica. La commessa sarebbe scaduta il 31 gennaio.

Ma i lavoratori chiedono tutela e sicurezza per il futuro di tutti i 1800 dipendenti del call center di Lamezia Terme. In questo senso i sindacati auspicano un intervento del governo sul futuro della società calabrese da mesi, dopo l’avvio della procedura di insolvenza, in amministrazione controllata.

“Quello che vogliamo – spiegano i rappresentanti delle Rsu – è essere maggiormente tutelati e che sia convocato immediatamente un tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico, dove si discuta esclusivamente della vicenda Infocontact che in Calabria dà da mangiare a 1800 famiglie. Mandare a casa 1800 lavoratori significa rinunciare al 10% del Pil regionale e questo i politici lo sanno bene”.

Cosa ha portato alla procedura di insolvenza? 65 milioni di debiti dell’azienda verso i suoi numerosi creditori- “Tra questi – spiega Daniele Carchidi della Cgil – il principale è l’erario. Negli anni l’azienda ha camuffato il bilancio e non ha versato l’Iva, l’Irap, non ha pagato le tasse all’erario e poi sono arrivate le cartelle e la proprietà è stata sostituita dai commissari”.

E la sorte dei call center italiani è al centro dell’azione del ministero dello Sviluppo economico che, ieri, ha annunciato sanzioni per le aziende che violano le norme sul trattamento dei dati personali, a seguito dei controllo effettuati. Le multe, da comminare entro 15 giorni a meno che le imprese non si mettano in regola riguarderanno i committenti, responsabili del mancato rispetto dell’ art.24 bis del decreto n. 83 del 2012.

L’ annuncio è stato dato ieri, durante al riunione del Tavolo di settore che – presieduto dal vice ministro Claudio De Vincenti, alla presenza del sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli – ha visto la partecipazione di dirigenti del ministero del Lavoro, delle associazioni datoriali Assocontact e Asstel e delle segreterie nazionali dei sindacati di categoria.

L’incontro, durante il quale sono stati nuovamente messi a fuoco i temi cruciali del comparto che si chiamano gare al massimo ribasso e cambi di appalto, è servito anche alla definizione di un gruppo di lavoro ristretto che si occuperà di criteri di aggiudicazione delle gare e delle tutele per i lavoratori delle aziende che le perdono. Il confronto ha rappresentato per il Governo l’occasione per ribadire come il comparto – con i suoi 80.000 addetti – rappresenti un segmento importante delle proprie politiche per il lavoro.