L'ACCORDO

La corsa cinese di Nokia: contratto per la rete 5G core di China Unicom

Il vendor finlandese realizzerà il 10% della nuova infrastruttura. E punta anche ad abbassare i costi con chip custom: alleanza con Broadcom

15 Giu 2020

Patrizia Licata

giornalista

Nokia è stata scelta da China Unicom per partecipare alla realizzazione della sua rete 5G core. Lo ha annunciato lo stesso vendor finlandese, confermando le anticipazioni date la scorsa settimana dal ceo Rajeev Suri all’agenzia Reuters. Nokia realizzerà circa il 10% della rete 5G core di China Unicom; le altre aggiudicatarie del contratto sono le concorrenti cinesi Huawei e Zte

“China Unicom ha scelto Nokia per supportare la realizzazione della rete 5G core in Cina. Si tratta di un ampliamento del rapporto di Nokia con il fornitore cinese di servizi di comunicazione già instaurato in ambito di infrastrutturazione 4G”, si legge nella nota dell’azienda.

Spazi ristretti in Cina

La rete core svolge numerose funzioni, come attivare le connessioni, gestire l’ampiezza di banda, scalare e mettere in sicurezza la rete e, col 5G, anche predisporre la rete a supportare i nuovi casi d’uso abilitati dal software come il network slicing, sottolinea Nokia.

Ma, nonostante i progressi compiuti dalla casa di Espoo per conquistarsi contratti 5G in Cina, Nokia resta un fornitore minoritario sul mercato Tlc del colosso asiatico, in particolare per gli ordini di elementi della rete di accesso radio come antenne e torri.

Nelle più recenti gare d’appalto, Nokia non si è aggiudicata nessun contratto per le attrezzature radio 5G da parte delle tre grandi telco cinesi  – China Mobile, China Unicom e China Telecom.

Alleanza con Broadcom per i chip 5G

Separatamente, Nokia ha annunciato una partnership con Broadcom per sviluppare chip per le attrezzature 5G. Si tratta del terzo fornitore di processori con cui Nokia si allea, dopo Intel e Marvell. 

Nokia aveva inizialmente scelto un tipo di chip — Field programmable gate arrays (Fpga) — per le sue attrezzature 5G, che i clienti possono riprogrammare. Ma i costi elevati e le difficoltà nell’approvvigionamento hanno costretto Nokia a cambiare strategia.

“Gli Fpga erano la scelta giusta da fare, ma il mercato si è evoluto più rapidamente del previsto e abbiamo dovuto accelerare il processo con cui cerchiamo nuovi fornitori”, ha dichiarato a Reuters Sandro Tavares, capo del mobile networks marketing di Nokia.

Secondo l’agenzia di informazione i prodotti 5G di Nokia non sono riusciti a raggiungere il mercato in tempo a causa dei ritardi di un fornitore, che per gli analisti sarebbe Intel.  Ora il vendor finlandese vuole usare chip custom meno costosi e aggiungere altri chipmaker tra i suoi fornitori per avere maggiori garanzie sull’approvvigionamento.

Nokia ristruttura le finanze

Ridurre il costo dei suoi chip è un indicatore fondamentale per le prestazioni finanziarie di Nokia. Nel primo trimestre l’azienda ha detto che il 17% dei suoi apparati aveva chip custom, contro il 10% alla fine del 2019. L’obiettivo è avere, per fine 2020, custom chip in più del 35% delle sue attrezzature 5G per toccare il 100% alla fine del 2022. Ciò permetterà a Nokia di migliorare il margine lordo.

Nei risultati del primo trimestre 2020 pubblicati a fine aprile Nokia ha riportato flusso di cassa negativo di 6 milioni di euro, ma le perdite si sono ridotte dai 446 milioni di euro del primo trimestre 2019 a 117 milioni. Il risultato si deve sia alla vendita di attrezzature per le nuove reti di telefonia mobile 5G (70 accordi commerciali già siglati per 21 reti nel mondo), ma anche al piano di contenimento dei costi in atto. Il fatturato del primo trimestre è in calo del 2,4% a 4,9 miliardi di euro, mentre anno su anno il margine operativo è cresciuto del 3,6%.

“I buoni risultati del primo trimestre di Nokia hanno mostrato un miglioramento complessivo della redditività rispetto all’anno precedente – ha spiegato il ceo Rajeev Suri (che da settembre sarà sostituito da Pekka Lundmark) -, mentre i nostri sforzi di trasformazione e di riduzione dei costi hanno cominciato a dare i loro frutti”.

Lo scorso mese l’azienda ha annunciato un’operazione di riacquisto di obbligazioni (Notes) per un valore di 150 milioni di euro tra quelle ancora in circolazione e con scadenza a marzo 2021. L’operazione contribuisce alla ristrutturazione delle finanze in un momento in cui il vendor finlandese vuole mantenere la liquidità.

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