ULTRABROADBAND

Google & co alla conquista dell’Africa con i cavi sottomarini

BigG e Meta sono alla guida dei maggiori progetti per la fibra ottica sotto gli oceani: le loro reti hanno decine di punti di approdo. Attivazione entro il 2023: rivoluzioneranno prezzi e concorrenza sui mercati locali

26 Lug 2022

Patrizia Licata

giornalista

Cavi sottomarini
Fonte: submarinecablemap.com (TeleGeography)

Sono gli over-the-top Meta e Google, prima ancora che le aziende delle Tlc, la vera chiave di volta per portare nuova connettività in banda ultralarga in Africa. Merito dei maxi-progetti basati sui cavi sottomarini dei due colossi americani (2Africa di Meta e Equiano di Google) – non gli unici in corso per portare la fibra ottica nel continente, ma i maggiori per dimensioni.

In tutto sono otto i collegamenti con cavi sottomarini che saranno attivati nei prossimi due anni per la connettività Internet in Africa, ma i progetti di Meta e Google sono gli unici con molteplici punti di approdo nel continente.

Google e Meta big player dei cavi

Equiano è un progetto totalmente gestito da Google che collegherà diversi paesi sulla costa occidentale dell’Africa. I cavi partono dal Portogallo per arrivare al Sud Africa tramite Togo, Nigeria, Sant’Elena e Namibia. È progettato per una capacità di 144 Tbps. Il servizio inizierà, secondo le previsioni, alla fine del 2022 o all’inizio del 2023; successivamente saranno aggiunti altri punti di approdo.

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Sarà attivato alla fine del 2023 il progetto 2Africa, gestito da un consorzio capitanato da Meta. Ha capacità progettata di 180 Tbps; conterà 46 punti di approdo e collegherà 33 paesi in Africa, Asia e Europa con 45.000 chilometri di cavi in fibra ottica che lo rendono il più grande sistema di cavi sottomarini al mondo. Passa per le coste est e ovest dell’Africa e si estende fino ai Paesi del Golfo, all’India e al Pakistan. Il primo punto di approdo è stato aperto in Italia, a Genova, lo scorso aprile. Il consorzio di 2Africa include China Mobile, Mtn, Orange, Saudi Telecom, Telecom Egypt, Vodafone e Wiocc.

Questi due sistemi “Sono i game-changer che il mercato osserva, ha detto il ricercatore Patrick Christian di TeleGeography, capaci di rivoluzionare il mercato africano delle telecomunicazioni sia retail che wholesale. Non solo porteranno nuova capacità ma anche più concorrenza sul mercato dei fornitori. Google e Meta spingeranno per l’accesso aperto ai punti di approdo e al backhaul.

Gli altri progetti per la connettività in Africa

Gli altri progetti toccano destinazioni in Africa in modo più limitato all’interno di una rete più ampia. Per esempio l’India Europe Xpress (Iex) connetterà Gibuti al Medio Oriente, all’ India, alla Grecia e all’Italia. Iex è realizzato da un consorzio guidato da Reliance Jio e la rete dovrebbe diventare operativa nel 2024.

A marzo 2022 è entrato in operazione il segmento Mediterraneo della rete di cavi sottomarini Peace, con punti di approdo a Marsiglia, Malta, Cipro e in Egitto. Arriverà fino a Singapore per la fine del 2022, per un totale di 21.500 chilometri.

L’impatto economico degli Over the top

L’Africa è pronta ad accogliere questa nuova espansione della capacità di banda? Secondo TeleGeography la capacità di banda è già cresciuta di quattro volte dal 2017 al 2021 ma c’è molto spazio per migliorare: i Paesi africani sono ancora in fondo alle classifiche globali in quanto a velocità delle reti. Egitto e Gabon, che sono i più veloci sulla banda larga fissa, si piazzano rispettivamente all’83mo e all’89mo posto nel mondo, mentre il Togo è 54mo per la velocità della connettività mobile.

Per avere un’idea dell’impatto, Equiano di Google ritiene che l’attivazione dei propri cavi porterà a una riduzione di un quinto dei prezzi di Internet in Nigeria, la maggiore economia africana, e al tempo stesso un aumento di sei volte della capacità di banda. Google afferma che Equiano porterà almeno 20 volte più capacità di qualunque altro cavo africano.

I colossi americani del web e del digitale – inclusi Apple, Amazon, Microsoft e Netflix – dominano il traffico sui maggiori sistemi di cavi mondiali: sono il 76% del traffico che attraversa l’Oceano Pacifico e il 92% di quello che attraversa l’Atlantico. Ma rappresentano meno della metà del traffico Internet verso l’Africa ed è anche finanziando le rotte digitali che intendono far crescere il loro business.

Le telco a fianco degli Ott

Una recente analisi svolta da SubCableWorld ha evidenziato come il 2021 sia stato l’ottavo anno di crescita consecutiva per l’industria dei cavi sottomarini. La grande novità del settore è proprio il ruolo delle aziende over-the-top (Ott): la rete globale di cavi sottomarini in fibra ottica viene letteralmente ricostruita da nuovi attori che utilizzano nuovi metodi e tecnologie.

Aziende come Google e Facebook, stanno, in pratica, sovrapponendo una nuova rete transoceanica alla rete globale esistente per portare internet in tutto il mondo. Non sempre da soli: negli ultimi anni telco e Ott hanno siglato collaborazioni per il trasporto di traffico dati transoceanico.

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