Nokia rinvia il phablet, primi effetti dell'era Microsoft? - CorCom

INDISCREZIONI

Nokia rinvia il phablet, primi effetti dell’era Microsoft?

L’azienda, secondo indiscrezioni, ha rimandato di diverse settimane la presentazione del nuovo device della linea Lumia prevista il 26 settembre a New York. Per ora nessun commento

17 Set 2013

L.M.

È stato rinviato di diverse settimane il lancio del phablet, dispositivo con ampio schermo a metà lo smartphone e il tablet, firmato Nokia: lo riferiscono indiscrezioni riportate da Reuters, secondo le quali l’azienda finlandese avrebbe temporaneamente annullato un evento in programma fra pochi giorni a New York in seguito all’acquisizione da parte di Microsoft della sua divisione cellulari avvenuta a inizio settembre.

Nokia, come anticipato da alcune fonti prima dell’accordo col colosso di Redmond, avrebbe dovuto presentare entro fine mese al pubblico due dispositivi. Uno di questi doveva essere un phablet, ovvero uno smartphone con schermo da oltre 5 pollici per rinnovare la linea Lumia, già basata su sistema operativo Windows Phone di Microsoft. L’altro sarebbe il tablet Sirius, con schermo da 10.1”, sul quale in rete circolano rumors e anticipazioni da mesi.

L’evento, mai confermato ufficialmente e inizialmente programmato nella Grande Mela per il 26 settembre, sarebbe stato invece posticipato di diverse settimane. Nokia non ha finora commentato l’indiscrezione.

Risale al 3 settembre scorso l’annuncio di Microsoft sull’acquisizione dei cellulari Nokia e dei brevetti della società finlandese per 5,44 miliardi di euro. L’operazione, tutta in contanti e destinata a cambiare l’industria delle telecomunicazioni sui due continenti, sarà chiusa all’inizio del prossimo anno. L’azienda di Redmond pagherà 3,79 miliardi di euro per ”sostanzialmente tutta” la divisione di telefoni Nokia e 1,65 miliardi di euro per la licenza dei suoi brevetti.

La notizia della vendita ha scioccato la popolazione della Finlandia, fierissima della ”finlandesità” del marchio principe dei cellulari anni ’90. Tanto che il ministro per gli affari europei e il commercio estero Alexander Stubb è stato costretto a intervenire, parlando di “una grossa opportunità e non una minaccia” per il Paese. E il Ceo ad interim Risto Siilasmaa ha spiegato perché e come l’azienda finlandese “resterà solida ancora per 150 anni”.