Open Fiber avanti tutta: ora tocca a Palermo

Intesa con il Comune: il piano da 90 milioni prevede la copertura del 50% degli edifici entro la fine del 2017 e dell’80% entro aprile 2019. 1500 i km di rete interrata e 500 di rete aerea. Pompei: “Prossime tappe Siracusa e Messina”

19 Gen 2017

F.Me

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Un investimento da 90 milioni per cablare la città di Palermo con banda ultralarga – fino a 1 Gbps (1000 megabit al secondo) sia in download sia in upload – entro aprile 2019. Questi, in sintesi, i contenuti dell’intesa sottoscritta stamane a Villa Niscemi tra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e Tommaso Pompei, amministratore delegato di Open Fiber, per la posa dell’infrastruttura sull’intero territorio comunale per la connessione ultraveloce grazie alla fibra ottica. A Palermo, dove i lavori sono già cominciati con cinque cantieri da circa tre settimane, la fibra ottica sarà portata fino a casa dei clienti, uffici e privati, in modalità Fiber to the Home (Ftth).

Il piano di sviluppo predisposto dall’azienda prevede la copertura della città con questa tempistica: l’infrastrutturazione del 50% degli edifici entro la fine del 2017 e dell’80% entro aprile 2019. In totale, attraverso circa 1500 chilometri di rete interrata e 500 chilometri di rete aerea, saranno cabinate circa 224.000 unità immobiliari nelle otto circoscrizioni dell’intera città. La realizzazione di questa infrastruttura comporterà per Open Fiber un investimento di circa 90 milioni di euro e per le opere saranno impiegati per più di due anni circa mille tra operai e tecnici. “L’intesa che firmiamo oggi con il Comune – ha detto Pompei – prevede la realizzazione di una rete in fibra ottica che pensiamo di completare in due anni con una rete di circa duemila chilometri in fibra”. Palermo è stata una tra le prime città prese in considerazione per la realizzazione della rete, ma è previsto un programma di sviluppo di questa infrastruttura che riguarderà 271 comuni.

“Stiamo partecipando alle gare che Infratel ha avviato per l’infrastrutturazione delle aree cosiddette a fallimento di mercato in cui gli operatori non investono direttamente – ha proseguito – ma è lo Stato che predispone un intervento diretto finanziando la realizzazione, e la Sicilia rientra fra queste”. Per quello che riguarda, invece, le aree in cui Open Fiber investirà direttamente nell’Isola oltre che nel capoluogo, lavori sono stati già avviati a Catania (per un investimento di 70 milioni di euro) e sono previsti a breve a Siracusa e Messina. L’accordo con il Comune consentirà di rendere più snello il processo autorizzativo e, laddove possibile, di riutilizzare per il passaggio della fibra ottica le infrastrutture già esistenti nel territorio comunale, come ad esempio le reti di acqua e gas dismesse per velocizzare i tempi di installazione e limitare gli scavi nel suolo e ridurre i disagi per i cittadini.

Ad utilizzare direttamente la rete saranno poi i singoli provider che stringeranno i contratti con i clienti finali (privati e aziende). Open Fiber ha già stipulato con alcuni dei principali operatori nazionali (Wind, Vodafone, Tiscali, Fastweb) un contratto relativo alla cablatura dei primi 10 comuni previsti dal suo piano di sviluppo della banda ultralarga. Gli accodi stipulati prevedono l’attivazione di nuovi clienti sulla rete che Oper Fiber dovrà realizzare, garantendo una copertura pari ad almeno l’80% delle unità immobiliari di ciascun comune. “L’accordo di oggi non e un incidente di percorso, ma sta dentro una visione di Palermo come una città della mobilità -ha detto Orlando – ciò darà la possibilità di aumentare l’offerta di vivibilità, ma anche di transazioni economiche più veloci rispetto a una città che passa dall’analogico al digitale. Si tratta di un’operazione complessa, che richiede anche un cambio culturale, ma come sempre la cultura cambia quando hai gli strumenti per poter dimostrare che cambiare è conveniente”.