Open Ran, per le telco europee è la priorità delle priorità: "Ma serve sostegno politico" - CorCom

IL REPORT

Open Ran, per le telco europee è la priorità delle priorità: “Ma serve sostegno politico”

A firma di Tim, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone il paper “Building an Open Ran ecosystem for Europe” in cui sono state evidenziate le opportunità per lo sviluppo dell’ecosistema continentale 5G e 6G. Necessaria una roadmap a livello Ue e anche una spinta alle partnership internazionali

19 Nov 2021

L’Europa deve affrontare l’urgente necessità di fare delle reti di accesso radio aperto (Ran) una priorità strategica. La migliore opportunità dell’Europa per difendere e far crescere il suo posto nel settore globale del 5G e 6G consiste infatti nella costruzione di un ampio e profondo ecosistema Open Ran. E’ quanto afferma il report “Building an Open Ran ecosystem for Europe – for Europe to lead in this essential innovation (SCARICA QUI IL DOCUMENTO COMPLETO), pubblicato dal team di Big composto da Tim, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone.

“In un momento in cui la connettività consente a tutte le parti della società e dell’economia di beneficiare dei servizi digitali, è fondamentale disporre di reti potenti e sicure sostenute da solide catene di approvvigionamento”, afferma l’analisi -. Il rapporto 5G Supply Market Trends della Commissione europea (agosto 2021) fissa due obiettivi generali: sviluppare un ecosistema 5G aperto e sicuro e promuovere l’autonomia digitale europea e la sovranità tecnologica, supportando la collaborazione tra fornitori nuovi e tradizionali e un approccio forte verso specifiche aperte nell’ecosistema 5G. L’Open Ran, fa notare il nuovo report, “crea opportunità per i fornitori nuovi e tradizionali per supportare questi obiettivi aiutando a promuovere l’innovazione in tutti i settori”. “Ciò  – si spiega – aumenta rapidamente la scelta dei componenti e quindi il potenziale per innovare e soddisfare le richieste di una varietà in rapida crescita di diversi casi d’uso e applicazioni”.

Un percorso ineluttabile: “Il punto non è se, ma quando”

Ma come muoversi? Secondo quanto indicato nella relazione, gli operatori di rete dovranno implementare reti flessibili con caratteristiche e servizi avanzati in modo più rapido, più ampio ed efficiente in termini di costi, “il che è fondamentale per mantenere la competitività dell’Ue e la leadership tecnologica”. Ciò può essere ottenuto solo con architetture di rete interoperabili, modulari e aperte che consentono a molti fornitori di competere e innovare. L’Open Ran accelera significativamente questo sviluppo, guidando l’innovazione lungo la catena del valore della rete mobile e fornisce la base per stabilire un ecosistema “dinamico e vibrante di attori europei, in grado di fornire soluzioni innovative e su misura che siano sicure, resilienti e sostenibili dal punto di vista ambientale, ma anche di aumentare la resilienza e la stabilità della catena di approvvigionamento”.

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I critici affermano che Open Ran consentirà ai player extra Ue di entrare nei mercati europei, mettendo a rischio la sovranità digitale dell’Europa. Questo – afferma il report – “è fuorviante in quanto ignora il fatto che l’Open Ran sta arrivando indipendentemente da ciò che decide l’Europa. E’ una questione di quando, non di se. La vera domanda è se l’Europa vuole guidare questo nuovo approccio o diventarne una seguace. Se l’Europa non agisce ora, rischia un altro divario tecnologico che danneggerebbe la futura competitività dell’Europa nelle reti di prossima generazione innovative ed efficienti e, in definitiva, la sua leadership e sovranità nella propria regione”.

L’implementazione della Ran aperta, secondo l’analisi, avverrà gradualmente man mano che la tecnologia matura e raggiunge la scala industriale di massa, il che significa che la Ran tradizionale rimarrà la soluzione dominante nel lancio del 5G a breve termine. Tuttavia, l’Open Ran sta rapidamente diventando il prossimo standard del settore e l’innovazione in questo spazio sta rapidamente accelerando verso un punto di maturità. Ciò significa che  diventerà la tecnologia preferita per l’implementazione e la modernizzazione delle reti. “Se l’Ue agisce ora – affermano i Big -, gli investimenti possono aiutare a far maturare l’Open Ran per la diffusione su larga scala, specialmente nelle aree urbane dense. C’è ancora tempo per l’Europa per garantire che la sua attuale posizione di leadership globale nella catena del valore della Ran si traduca in una futura leadership globale nell’Open Ran, ma ciò accadrà solo se l’Ue agirà ora”.

Cinque richieste alla politica europea

“Building an Open Ran ecosystem for Europe – for Europe to lead in this essential innovation  descrive il ruolo che l’Europa e l’Open Ran svolgeranno nelle reti future e sottolinea l’urgente necessità per l’Europa di rendere l’Open Ran una priorità strategica, utilizzando un’analisi della catena del valore dell’Open Ran e degli attori attuali. Su questa base, il documento rivela punti di forza e lacune che i responsabili delle politiche dell’Ue dovranno prendere in considerazione e presenta una serie di raccomandazioni politiche affinché l’Europa mantenga un ruolo guida nello sviluppo e nell’implementazione delle reti mobili di prossima generazione.

In particolare, ai responsabili politici e alle amministrazioni vengono quindi chieste cinque azioni chiave. Garantire un sostegno politico di alto livello per l’Open Ran (“attraverso un dialogo tra la Commissione europea, gli Stati membri e le parti interessate del settore che porti a una dichiarazione pubblica congiunta a sostegno della tecnologia”), creare una roadmap europea per l’innovazione della rete (“la Commissione europea dovrebbe creare un’alleanza europea sulle infrastrutture di comunicazione di nuova generazione, come ha fatto per il cloud e i semiconduttori, che sono tutti fattori abilitanti vitali per un’intera gamma di settori”) e incentivare e sostenere lo sviluppo della Ran aperta dell’Ue (“riducendo il rischio di investimento per i fornitori e le start-up dell’Ue e sostenendo i partenariati, i banchi di prova, le sperimentazioni dell’Ue con finanziamenti locali ed europei e gli incentivi fiscali in aree tecnologiche strategicamente significative per il futuro dell’Ue”).

E ancora, promuovere la leadership europea nella standardizzazione O-Ran, attraverso la cooperazione formale tra 3GPP, ETSI1 e O-Ran Alliance, e sostenendo l’adozione delle specifiche O-Ran come standard volontari da parte dell’Etsi, possibilmente attraverso una procedura accelerata, a complemento delle specifiche 3GPP esistenti. Il tutto allo scopo di arrivare a “uno standard armonizzato a livello globale per l’Open Ran, che garantisca l’apertura e l’interoperabilità delle apparecchiature di rete, compresa la certificazione paneuropea per l’interoperabilità e la qualità dell’Open Ran per creare fiducia nell’implementazione e nell’ecosistema”.

Infine, i Big avanzano alle istituzioni la richiesta formale di impegnarsi in partnership internazionali, collaborando per promuovere una catena di approvvigionamento digitale e Ict sicura, diversificata e sostenibile. “L’UE – concludono – dovrebbe utilizzare strumenti come il G7, il Consiglio per il commercio e la tecnologia Ue-Usa e il dialogo Tic Giappone-UE per promuovere lo sviluppo e la diffusione di architetture di rete aperte e interoperabili”.

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