Premium, dietrofront di Mediaset sul sequestro di azioni Vivendi - CorCom

Premium, dietrofront di Mediaset sul sequestro di azioni Vivendi

Il Gruppo di Cologno Monzese rinuncia al ricorso d’urgenza: “Rassicurati dalla documentazione presentata. Nessun pericolo che i diritti contrattuali siano pregiudicati dalla durata della causa”. La battaglia andrà comunque avanti: appuntamento il 21 marzo al Tribunale di Milano

18 Nov 2016

Andrea Frollà

Dietrofront di Mediaset sulla richiesta di sequestro di azioni proprie di Vivendi. Il Gruppo di Cologno Monzese, in una nota diramata a Borsa chiusa, annuncia di aver rinunciato al ricorso d’urgenza. Mediaset aveva depositato a ottobre una richiesta cautelare di sequestro di azioni proprie di Vivendi pari al 3,5% del capitale. “Premesso che la causa di merito promossa da Mediaset contro Vivendi prosegue secondo la calendarizzazione prevista – si legge nel comunicato emesso dalla società italiana – in relazione alla procedura d’urgenza per il sequestro cautelare delle azioni proprie del Gruppo francese, Mediaset si ritiene rassicurata dalla documentazione depositata in cancelleria da Vivendi che si è costituita in giudizio”.

Nella documentazione presentata dalla media company al Tribunale di Milano, dove il 23 novembre avrebbe dovuto tenersi la prima udienza sulla questione specifica del sequesto, “viene dimostrata l’ampia capienza della azioni proprie in portafoglio della società per periodi di tempo compatibili con la durata prevedibile della causa di merito”. Per questo motivo, conclude la nota, “Mediaset ha deciso di rinunciare al ricorso d’urgenza, ritenendo non più sussistente il pericolo che i propri diritti contrattuali risultino pregiudicati dalla fisiologica durata del giudizio di merito le cui domande restano integralmente confermate”.

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Un altro tassello si va insomma ad aggiungere alla battaglia legale in atto, nata dall’accordo chiuso e poi naufragato su Mediaset Premium, che ha quantificato in 100mila clienti il costo della disputa. La mossa del Gruppo di proprietà della famiglia Berlusconi potrebbe suonare come il tentativo di abbassare i toni dello scontro, ma la querelle è comunque destinata a proseguire il suo corso e, nonostante le indiscrezioni dei scorsi mesi, a oggi non sembra esserci mai stato un vero tentativo di ricucire i rapporti e cercare una nuova intesa. Le cause per danni intentate da Mediaset e Fininvest rimangono in calendario il 21 marzo 2017.