IL CASO

Proroga frequenze 5G, arriva il terzo ricorso al Tar

Anche Tim, dopo Iliad e Vodafone, si rivolge al tribunale amministrativo contro l’estensione diritti della banda 3,5 Ghz. In ballo l’accordo Fastweb-Tiscali

Pubblicato il 12 Nov 2018

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Proroga frequenze, anche Telecom Italia ricorre al Tar dopo Vodafone e Iliad. In ballo l’estensione al 2029 del diritto d’uso dello spettro in banda 3,5 Ghz a favore di alcuni player come Tiscali che dovrebbe cederle a Fastweb per circa 150 milioni di euro. Nonostante l’operazione non sia stata ancora formalizzata – scrive Radiocor – si infittisce la schiera degli operatori contraria all’operazione.

Vodafone Italia, Telecom Italia e Iliad si sono aggiudicate all’asta del Governo le frequenze 5G per esborsi notevolmente superiori. Oltre ai ricorsi al Tar, c’è stata anche qualche segnalazione all’Antitrust e la vicenda è stata portata all’attenzione del Parlamento, con un’interrogazione parlamentare di 18 senatori guidati dal 5S.

Le frequenze, di cui si discuterà davanti al tribunale, sono quelle in banda 3.5 GHz che erano state assegnate a Linkem, Mandarin, Go Internet e Aria nell’asta Wimax del 2008, con licenze che sarebbero dovute scadere nel 2023 e sono state invece prorogate al 2029.

Aria, nata nel 2005, si è fusa con Tiscali nel 2015 per poi decidere di cedere le frequenze a Fastweb. Il ricorso di Vodafone, in particolare, punta il dito contro il provvedimento che ha autorizzato la proroga dei diritti d’uso sulle frequenze in questione. In particolare, nel caso di Aria, l’impugnazione riguarda anche il trading delle frequenze a condizioni economiche diverse da quelle con cui è stata aggiudicata la gara per l’assegnazione di diritti d’uso delle frequenze nelle bande 694-790 mhz, 3600-3800 mhz e 26,5-27,5 ghz.

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