Prysmian in chiaro-scuro: ricavi col segno meno, ma la redditività resiste al Covid - CorCom

I RISULTATI 2020

Prysmian in chiaro-scuro: ricavi col segno meno, ma la redditività resiste al Covid

Fatturato a 10 miliardi (-10,3%) e Ebitda adjusted a 840 milioni, contro 1 miliardo nel 2019, ma il flusso di cassa è da record con 375 milioni di euro. Forte il segmento Energy; frena l’attività Telecom. Nel quarto trimestre ripresa nei cavi ottici, soprattutto in Nord America

10 Mar 2021

Prysmian, la multinazionale dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni, ha chiuso il 2020 con risultati col segno meno ma in linea con i target di redditività, dimostrando forte resilienza nell’anno del Covid-19. “L’incertezza sembra destinata a dominare ancora, ma anche alla luce della forte resilienza dimostrata, possiamo guardare avanti con fiducia consapevoli di avere le risorse necessarie per rilanciare la sfida della crescita”, ha indicato il ceo Valerio Battista. Prysmian punta non solo alle prestazioni finanziarie ma all’accelerazione delle strategie ESG e climate change con l’obiettivo di diventare “net zero” entro il 2040.

I ricavi di gruppo sono ammontati a 10 miliardi di euro, con una variazione organica del -10,3%; l’Ebitda adjusted è di 840 milioni, contro 1 miliardo nel 2019. La pandemia ha fortemente influito su questi risultati, ma l’azienda ha messo in atto azioni di contenimento dei costi e ridefinizione del business mix e registrato prestazioni positive nel quarto trimestre.

I risultati economico-finanziari

I ricavi di gruppo sono ammontati a 10 miliardi di euro, con una variazione organica del -10,3%; escludendo il segmento Projects la variazione organica è del -8,3%, in miglioramento nel quarto trimestre a -4,8%. Un buon contributo alla resilienza del gruppo è venuto dal segmento Energy, che limita la diminuzione organica dei ricavi al -7,1% con un recupero dal terzo trimestre anche sulla spinta della positiva performance di Power Distribution e Renewables in Nord America. Il previsto calo del Telecom (variazione organica -14,1%) registra un miglioramento del trend nel secondo semestre, in particolare in Nord America (nel quarto trimestre la crescita organica del segmento è stata pari a -3,8%). Le inefficienze nella produzione e installazione dovute al Covid-19, unite al mix sfavorevole di progetti e a un sottoutilizzo della capacità produttiva per la tecnologia estrusa, impattano la performance del segmento Projects.

L’Ebitda adjusted si è attestato a 840 milioni di euro, risultato che conferma la resilienza del gruppo al contesto di mercato fortemente deteriorato, anche grazie alla adozione di tempestive azioni di contenimento dei costi e al miglioramento del business mix che ha consentito di preservare i margini. La riduzione rispetto al 2019 (1 miliardo di euro di Ebitda adjusted) risente inoltre degli effetti negativi derivanti dai tassi di cambio che impattano per circa 32 milioni. Il rapporto Ebitda adjusted su ricavi è dell’8,4% rispetto all’8,7% del 2019, confermando la capacità del gruppo di proteggere la redditività. Il segmento Energy beneficia della brillante performance nella Power Distribution e nelle overhead lines in Nord America. Nel Telecom, l’impatto sull’Ebitda Adjusted del calo dei volumi e della pressione sui prezzi in Europa è stato parzialmente assorbito grazie alle azioni di efficienza dei costi che hanno contribuito anche alla stabilizzazione dei margini. Da evidenziare i segnali di ripresa del business dei cavi ottici nell’ultimo trimestre, soprattutto in Nord America. Nel segmento Projects la profittabilità ha risentito delle inefficienze nella produzione e installazione causate dalla pandemia, della limitata saturazione della capacità produttiva nella tecnologia estrusa, nonché del mix sfavorevole di progetti.

L’Ebitda si è attestato a 781 milioni di euro (907 milioni nel 2019); il risultato operativo ammonta a 353 milioni rispetto a 569 milioni del 2019.

L’utile netto di pertinenza degli azionisti della capogruppo è ammontato a 178 milioni di euro rispetto a 292 milioni del precedente esercizio.

Gli sforzi per proteggere la capacità di generazione di cassa hanno premiato il gruppo che nel 2020 ha raggiunto livelli record, con un free cash flow a 375 milioni di euro (487 milioni escludendo il cash out per Antitrust), superiore alla guidance.

La forte generazione di flussi di cassa ha consentito al gruppo di accelerare il percorso di ulteriore riduzione dell’indebitamento finanziario netto che ammontaora  a 1,9 miliardi di euro (2,1 miliardi al 31 dicembre 2020).

Il ceo Valerio Battista: “Pronti a rilanciare la crescita”

Salute e sicurezza delle persone al primo posto, continuità della supply chain e creazione di valore per tutti gli stakeholder“, commenta il ceo Valerio Battista: “a inizio 2020 ci eravamo date queste tre priorità nell’affrontare la pandemia Covid-19. Guardando i risultati dell’esercizio concluso, possiamo dire di aver centrato gli obiettivi. L’impatto della pandemia c’è ovviamente stato, ma anche grazie alla priorità che abbiamo assegnato alle persone, siamo riusciti ad assicurare elevata continuità al business centrando ampiamente l’obiettivo di redditività con la generazione di cassa a livelli record. L’incertezza sembra destinata a dominare ancora, ma anche alla luce della forte resilienza dimostrata, possiamo guardare avanti con fiducia consapevoli di avere le risorse necessarie per rilanciare la sfida della crescita. Continuiamo ad investire in innovazione di prodotto e nella sostenibilità del nostro footprint produttivo e la decisione di darci target Science Based di riduzione delle emissioni di C02, rigorosi, sfidanti e soprattutto basati su evidenze scientifiche, vuole rendere ulteriormente credibile e trasparente il nostro commitment a perseguire una crescita sostenibile”.

Sicurezza delle persone e innovazione

La strategia “People First” di Prysmian si è tradotta nel 2020 nell’aumento degli investimenti in salute e sicurezza (+29% a 17 milioni di euro), nella fornitura massiva di materiale sanitario e effettuazione di test e analisi per la rilevazione dei contagi, nella ridefinizione delle procedure per l’utilizzo dei luoghi di lavori in sicurezza nonché nell’ampio ricorso al remote working, nella digitalizzazione delle attività di formazione della Academy e negli interventi in favore delle comunità impattate dal virus (dal cablaggio dell’ospedale di Wuhan a iniziative di citizenship anche in altre parti del mondo). I

In un contesto che sta ridefinendo le stesse priorità sociali ed economiche, Prysmian ha confermato la propria ambizione a essere un enabler della transizione energetica e della digitalizzazione. Dal cavo flagship 525 kV P-Laser, alle innovazioni nel campo delle fibre e cavi ottici, lo stabilimento di Pikkala del gruppo, il cavo record per densità di fibre, al cavo energia sottomarino per profondità record fino a 3000 metri, il gruppo ha rafforzato il proprio impegno in innovazione tecnologica.

L’impegno sul cambiamento climatico

Prysmian ha confermato l’ambizione ad essere tra i player tecnologici di riferimento nella transizione verso l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e verso una economia decarbonizzata. Il 48% di ricavi del gruppo sono riconducibili a business e prodotti che contribuiscono alla economia low carbon. Con l’obiettivo di sostenere la prevista accelerazione nello sviluppo di nuove interconnessioni energetiche sottomarine e terrestri (principalmente interconnessioni e collegamenti di offshore wind farms) il gruppo ha previsto investimenti per circa 450 milioni di euro entro il 2022 (oltre il 50% del totale investimenti), destinati anche a migliorare ulteriormente la sostenibilità della propria organizzazione e supply chain.

Prysmian ha anche annunciato una nuova e ambiziosa strategia climatica adottando obiettivi Science Based allineati ai requisiti dell’Accordo di Parigi e siglando la Business Ambition (1,5°) con obiettivo “Net Zero” previsto tra il 2035 e il 2040 per le emissioni generate dalle proprie attività (Scope 1 e 2) ed entro il 2050 per le emissioni della catena del valore (Scope 3). Tra le iniziative più rilevanti in questo ambito c’è lo stabilimento di Pikkala del gruppo, principalmente dedicato alla produzione di cavi per le offshore wind, sarà il primo plant a zero emissioni nette e il 100% dell’energia utilizzata sarà ottenuto da fonti rinnovabili certificate.

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