TELCO 4 ITALY

Retelit, Mondo: “Serve un operatore wholesale che realizzi infrastrutture per tutti”

L’Head of Business Operations and Development delinea la strategia a seguito della discesa in campo del nuovo azionista Asterion. E puntualizza: “Il Pnrr grande opportunità, ma importante lavorare sulla concorrenza del mercato per favorire gli investimenti privati”

03 Mag 2022

Veronica Balocco

Il futuro di Retelit? Sta nella conferma della strategia che vede al centro gli asset infrastrutturali e i servizi digitali da parte del nuovo azionista unico, il fondo spagnolo Asterion, soggetto con una forte vocazione infrastrutturale attivo negli ambiti tlc ed energia.

Ne ha parlato Enrico Mondo, Head of Business Operations and Development di Retelit, a Telco per l’Italia, l’evento CorCom-Digital360, chiarendo che la società ha subito “un cambiamento epocale” in occasione del delisting, dopo due decenni di quotazione in Borsa, periodo che è valso notevoli “vantaggi in termini finanziari sulla realizzazione delle reti e di visibilità”, ma anche “limiti” dovuti al dovere di costante reporting trimestrale a una platea di “azionisti molto frammentati”.

Oggi la telco segue una linea strategica che si divide, come detto, tra il fronte infrastrutturale e i servizi digitali, in un ventaglio di  iniziative ampiamente differenziate. “Nel primo ambito – ha chiarito Mondo -, oltre agli impegni tradizionali in backbone, in collegamenti alle base station e nell’offerta di servizi di connettività in dark fiber e accesa agli operatori wireless, abbiamo anche avviato un investimento in reti Ftth privato su 12 città lungo il nostro backbone“. In ambito digitale, gli investimenti si concentrano invece sull’integrazione dell’offerta. Ma importanti sono anche le “operazioni in ambito Mes, a supporto della produzione, con una recente acquisizione che consente un’offerta sul nostro cloud integrata con l’ambiente Iot”. Il tutto mentre la società è diventata anche “azionista, in qualità di partner tecnologico, del progetto C.NExT, che mira a costruire poli aziende riqualificando aree dismesse”.

Continuare ad incentivare gli investimenti privati

E mentre il Pnrr mette sul piatto fondi per la banda ultralarga e la digital transformation, Retelit guarda all’occasione come “un’opportunità”, ma continua a fare affidamento sulle potenzialità di sempre. “Gli investimenti privati non ci hanno mai spaventati – puntualizza Enrico Mondo -: dall’inizio della nostra storia abbiamo investito oltre 600 milioni di euro e continueremo su questa linea. Certamente guardiamo al Pnrr come a un’opportunità per cooperare con le stazioni appaltanti per la realizzazioni dei piani del governo. Di certo, il grande merito del Piano di ripresa e resilienza è stato quello di aver rimesso al centro del dibattito complessivo non solo il digitale, ma anche il ruolo degli operatori wholesale. Noi siamo tra i soggetti principali e più longevi in questo ambito e questi aspetti sono centrali nella nostra strategia”.

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Guardando ai bandi, il pensiero va ad esempio alla gara Italia 5G, che “affronta correttamente il tema della condivisione della realizzazioni delle infrastrutture. Estremizzando il ragionamento – spiega ancora Mondo -, oso dire che la cosa migliore sarebbe unico soggetto wholesale super partes che realizzi infrastrutture per tuttiE la riflessione riporta a galla anche il tema della rete unica, che va “pensata considerando l’importanza di preservare la concorrenza del mercato wholesale – ha chiarito -: una misura che sia a servizio degli operatori, per favorire e non disincentivare gli investimenti privati”.

Manodopera: aprire ai Paesi extra Ue

Quanto, infine, agli ostacoli all’execution delle gare, Mondo ricorda il problema della “carenza di manodopera, con circa 15mila risorse, più o meno qualificate, che mancano”: “Va certamente fatto qualcosa di straordinario per far fronte a questa straordinaria esigenza, anche a livello di governo – ha concluso -. Un esempio potrebbe essere favorire l’immigrazione da Paesi extra Ue che, a differenza nostra, dispongono di questa forza lavoro”. 

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