REGULATION

Richards (Ofcom): “Ue troppo rigida sulla net neutrality”

Per il regolatore telecom britannico, la rete ha bisogno anche di managed services per ottimizzare il traffico. Il governo britannico ha una posizione cauta sul pacchetto votato dal Parlamento Ue: “Troppa regulation è controproducente”

19 Mag 2014

Patrizia Licata

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Il regolatore britannico delle telecomunicazioni Ofcom non è convinto dalla completa validità delle regole sulla net neutrality votate dal Parlamento europeo. La Ofcom, riporta il Financial Times, ritiene che le regole sulla salvaguardia della neutralità della rete proposte dall’Europa potrebbero avere conseguenze negative se non terranno conto del fatto che Internet oggi richiede una forma di “ottimizzazione” del traffico che mentre premia gli investimenti delle Telco finisce col creare benefici (in termini di qualità del servizio) anche per i consumatori.

Il chief executive di Ofcom, Ed Richards, si dice preoccupato che una legislazione troppo severa produca alla fine “non più ma meno certezza, non l’esercizio tempestivo di ragionevole capacità obiettiva di giudizio, ma il ricorso a lunghe dispute legali dettate solo da interessi peculiari”.

Come alternativa, Richards propone un’altra visione della legislazione sulla net neutrality che permette al tempo stesso di sostenere la qualità e le prestazioni di Internet e la fornitura di managed services.

Richards sostiene che qualunque tipo di blocco dei contenuti da parte dei fornitori di accesso a Internet sia “altamente indesiderabile” ma che alle aziende dovrebbe essere permesso di applicare le tecniche di traffic management per ottimizzare l’esperienza del consumatore. “Questo non deve produrre dei blocchi o rallentamenti o prioritizzazioni anti-concorrenziali di alcuni contenuti o servizi”, sostiene Richards. “Ma è importante che le regole siano in grado di prevedere e risolvere elementi di preoccupazione come la navigazione sicura per i minori”.

Inoltre Richards è favorevole all’offerta di managed services da parte degli operatori di rete per aiutarli a “ottenere un ritorno sugli investimenti che hanno fatto sulle loro reti”; questo, in definitiva, produrrà benefici anche per il consumatore, secondo il chief executive Ofcom.

Si tratta di posizioni, commenta il Ft, che probabilmente saranno accolte con favore dall’industria telecom, desiderosa di proporre al mercato servizi specializzati e far pagare secondo fasce di prezzo differenti. I vari Paesi dell’Ue possono richiedere modifiche della legislazione proposta dall’Europa sulla net neutrality anche se, conclude il quotidiano economico, molti probabilmente daranno il loro supporto al documento votato dal Parlamento Ue. La Gran Bretagna ha un approccio più cauto: “Siamo d’accordo con la visione di un Internet aperto e sicuro che permette crescita e innovazione”, ha detto il dipartimento della Cultura e dei media britannico in una nota, “ma riteniamo che l’auto-regolamentazione e una maggiore trasparenza nelle misure di traffic management siano più efficaci: troppa regulation rischia di creare rigidità e produrre conseguenze indesiderate”.