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Rigopiano, Huawei in campo: un sistema Lte per coordinare i soccorsi

Sviluppata dal polo tecnologico di Pula, in Sardegna, la piattaforma portatile integra chiamate, immagini e video per facilitare le attività dei Vigili del Fuoco. Più facili le comunicazioni con le sale operative

23 Gen 2017

Andrea Frollà

Anche la tecnologia in campo per facilitare il recupero delle persone rimaste intrappolate nell’hotel Rigopiano di Pescara. Alcune innovazioni sviluppate dal Joint Innovation Center Huawei e dal Centro Crs4 di Pula sono infatti in queste ore fra le mani del corpo nazionale dei vigili, impegnato da 5 giorni in una lotta contro il tempo per salvare gli ospiti della struttura, rinchiusi fra il ghiaccio e la neve dopo il crollo della struttura a causa di una valanga.

L’innovation center, finanziato dalla Regione Sardegna e da Huawei, e il polo tecnologico di Pula, a 40 chilometri da Cagliari, si stanno impegnando in prima persona per supportare le attività dei soccorritori. Sul luogo è stata inviata non solo parte del personale del Centro di ricerca ma anche il sistema portatile Rapid e-Lte emergency solution. Quest’ultimo strumento è proprio figlio dell’attività congiunta di Huawei e dei ricercatori e a Rignano sta andando in scena la prima applicazione concreta della tecnologia sviluppata nel polo sardo.

Si tratta di una infrastruttura di comunicazione mobile con tempo di montaggio e messa in opera estremamente veloci, da utilizzare in caso di emergenze e disastri come quello che in questi giorni si sta vivendo in Abruzzo. La tecnologia di ultima generazione utilizzata consente la trasmissione di voce e dati, incluse immagini, che facilitano la condivisione delle informazioni relative al disastro e il coordinamento delle operazioni da parte degli operatori in campo per facilitare l’individuazione dei sopravvissuti sotto le macerie.

Il sistema consente inoltre di utilizzare alcune radio che permettono di acquisire le immagini dello scenario del disastro e mandarle poi nella sala operativa in streaming video, in modo tale da coordinare anche a distanza le operazioni con la massima precisione. Del resto, quando ci sono vite umane in gioco la rapidità è fondamentale e in questo la tecnologia può risultare decisiva.

La collaborazione tra il colosso e il polo sardo non è l’unico esempio dell’impegno cinese in Italia. Sul fronte formazione, si può ad esempio citare il programma “Seeds for the future”, giunto alla sua quarta edizione e promosso da Huawei in collaborazione con Miur e Mise. Il progetto, che rientra nel quadro di iniziative messe in campo da Huawei per la valorizzazione dei giovani talenti italiani e la creazione di opportunità di incontro fra mondo del lavoro e università, si colloca all’interno dei piani di investimento in innovazione dell’azienda che da anni destina miliardi di dollari (tra il 10% e il 15% del proprio fatturato globale) alla ricerca e allo sviluppo.

Il prossimo marzo Seeds for the future porterà 10 fra i migliori laureandi italiani in Cina, dove per due settimane saranno ospitati all’interno delle sedi di Huawei e dove verrà loro offerto un ampio portafoglio di programmi di formazione: lezioni in classe, esercitazioni pratiche, formazione multimediale e simulazioni di problem solving.

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