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MERCATO

Samsung ancora in calo, gli smartphone toccano il “fondo” dell’anno

Le stime per il trimestre aprile-giugno indicano un’ulteriore flessione delle vendite. E il boom dei semiconduttori non basta a compensare il risultato. La leadership di mercato per ora non è in discussione, ma la concorrenza cinese si fa sentire

04 Lug 2018

Patrizia Licata

giornalista

I chip non basteranno a far volare i conti di Samsung: per il trimestre aprile-giugno 2018 gli analisti si aspettano un nuovo rallentamento delle vendite di smartphone per il colosso sud-coreano e, anche se il business dei semiconduttori resterà altamente redditizio (utile previsto in crescita di circa il 50% anno su anno alla cifra-record di 12,5 trilioni di won), Samsung avrà difficoltà a bilanciare le perdite nel segmento smartphone con i guadagni nei chip.

Gli analisti sentiti da Reuters dicono che Samsung presenterà nel secondo trimestre crescita dell’utile al livello più basso da un anno a causa delle deludenti vendite degli smartphone della linea Galaxy che dovrebbero essere di nuovo in calo e in linea col risultato negativo (-2%) del primo trimestre.

La leadership di Samsung nel mercato mondiale degli smartphone non è in discussione ma la concorrenza preme, perché, sulla fascia alta, Apple ha messo a segno vendite superiori alle aspettative per il nuovo iPhoneX, mentre, sulla fascia medio-bassa, avanzano a grandi passi i modelli cinesi di rivali come Xiaomi, vendor in forte ascesa (anche in Europa e in Italia).

Al momento il modello di punta di Samsung è il Galaxy S9, lanciato a metà marzo e che, secondo gli esperti, venderà meno nel primo anno di lancio del predecessore Galaxy S8. Le vendite a rilento peseranno sugli utili del gruppo intero: gli analisti sentiti da Thomson Reuters si aspettano utile operativo di 14,9 trilioni di won (13,3 miliardi di dollari) nel secondo trimestre 2018, in crescita del 5,7% anno su anno ma in calo rispetto all’utile operativo del primo trimestre, pari a 15,6 trilioni di won e che, va tuttavia notato, è stato un risultato record per Samsung.

Insomma, nessuna crisi per il colosso di Seul ma una serie di bandierine rosse con cui gli analisti vogliono segnalare un trend già evidenziato dagli azionisti: le azioni di Samsung hanno perso il 9% del valore finora nel 2018. Samsung darà la sua guidance per il trimestre aprile-giugno venerdì, con stime su fatturato e utile operativo; pubblicherà poi i risultati ufficiali a luglio.

Secondo gli esperti, Samsung deve lavorare su alcuni elementi per rilanciare le vendite. Il primo è l’innovazione, sottolinea Myung-sup, analista di HI Investment & Securities: “Le funzionalità dei cellulari di Samsung non sono così attraenti da convincere il consumatore a spendere”. Alcuni investitori sono scettici anche sulla prossima linea di telefoni che si ripiegano dotati di schermi Oled: non sembra l’innovazione giusta per convincere i consumatori, secondo Park Jung-hoon di HDC Asset Management. Un secondo elemento è la distribuzione: Samsung vende per lo più tramite negozi tradizionali mentre i concorrenti si sono portati avanti sfruttando le vendite online, che consentono di offrire modelli di fascia alta a prezzi più competitivi, osserva Shobhit Srivastava, analista di Counterpoint.

Samsung deve anche concentrarsi meglio su prodotti capaci di vendere in Cina, il più grande mercato mondiale per gli smartphone e dove Samsung ha un market share di appena l’1,3% nel primo trimestre, secondo i dati di Strategy Analytics, contro il 22,5% del colosso nazionale Huawei. Sono cinesi anche gli altri marchi più venduti in Cina – Oppo, Vivo, Xiaomi – mentre Apple è l’unica azienda non cinese nella top five.

Xiaomi, inoltre, ha sottratto l’anno scorso a Samsung la sua posizione di leader delle vendite in India: è un altro fattore di cui la coreana dovrà tener conto, visto che l’India è diventato il secondo maggior mercato smartphone, ha svelato Counterpoint, e continua a crescere. Samsung, il più grande produttore mondiale di smartphone con circa 80 milioni di unità vendute lo scorso trimestre, controlla un quinto del mercato globale di telefoni intelligenti ma non può permettersi di riposare sugli allori.

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