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IL PROGETTO

Scorporo rete Tim, primo via libera di Agcom. Cardani: “Vigilare sull’equivalence”

Per l’Autorità il piano della compagnia possiede “requisiti di ammissibilità richiesti dal Berec per l’avvio della procedura di analisi di mercato”. Ora si passa alla fase di consultazione. Genish: “Grande opportunità per il Paese”

07 Giu 2018

F. Me

Agcom dà il primo via libera al progetto di scorporo della rete Tim. Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ritenuto che il progetto di separazione legale della rete di accesso “possegga – spiega una nota – i requisiti di ammissibilità (in relazione alla non manifesta irragionevolezza) richiesti dal Berec per l’avvio della procedura di analisi di mercato coordinata prevista dall’art. 50 ter del Codice delle comunicazioni elettroniche”.

L’Autorità, rinviando ogni valutazione relativa alla idoneità della proposta di migliorare le condizioni di concorrenza, sottoporrà a consultazione pubblica nazionale uno schema unitario di provvedimento di analisi del mercato dell’accesso che include il progetto di separazione della rete Tim contenente i rimedi relativi al ciclo regolatorio 2018 – 2021.

In occasione della presentazione della relazione dell’Organo di Vigilanza, il presidente Agcom Angelo Marcello Cardani ha sottolineato che è ancora  “prematuro un giudizio sugli effetti della separazione della rete annunciata da Tim sul ruolo dell’OdV”. Tuttavia, per Cardani, “è innegabile che, almeno nell’immediato, sarà di fondamentale importanza la vigilanza del rispetto dell’equivalence. Sarà importante altresì vedere tale attività di vigilanza adeguarsi ai nuovi scenari competitivi che si stanno definendo nel corso di questi ultimi tempi”.

Per l’Ad di Tim, Amos Genish, la NetCo, che gestirà la rete, “è un altro aspetto molto importante, porterà a una nuova modalità di definizione del business di Telecom Italia. Sarà un grande vantaggio per il Paese”.

Il parere dell’Agcom arriva a due mesi e mezzo dall’invio della documentazione da parte di Tim. L’iter formale era partito, infatti, lo scorso 27 marzo quando la società aveva notificato il progetto all’organismo da Cardani, dopo che il 6 marzo era stato approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Il piano di Tim prevede la creazione di una società ad hoc che sarà controllata al 100% da Tim. Società verso la quale verranno fatti confluire sia la rete d’accesso che l’infrastruttura (edifici, apparati elettronici e sistemi IT). La Netco sarà infine dotata delle risorse umane necessarie per garantire la fornitura di servizi in modo totalmente indipendente.

“Il progetto rappresenta una svolta epocale e darà vita al modello di separazione della rete più avanzato in Europa, creando un punto di accesso ‘one-stop shop’ per i servizi wholesale regolati e non regolati per tutti gli operatori, inclusa Tim, secondo un modello interamente neutrale a garanzia dell’assoluta parità di trattamento”, s leggeva nella nota del cda dopo il via libera al progetto dell’Ad, Amos Genish.

La Netco, secondo Tim, punta a garantire continuità nel mantenimento dell’elevata qualità della rete oltre e non farà mancare il suo prezioso contributo nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea 2025 sulla banda ultra larga e “al processo di digitalizzazione dell’Italia, contribuendo all’evoluzione dell’attuale quadro regolatorio”.

La creazione della Netco manterrà invariato il perimetro del Gruppo, ed avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del Golden Power.

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