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IL PIANO

Scure Agcom sulle tariffe di terminazione: 0,70 centesimi al 2021

Secondo indiscrezioni l’Authority avrebbe optato per un meccanismo a scalare che impiegherebbe un triennio per decurtare l’attuale tariffa da 0,98 centesimi. Non accolto dunque l’appello del settore, provato dalla discesa in campo di Iliad e dagli esosi esborsi per la gara 5G

01 Ott 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Un meccanismo a scalare. Per ridurre le tariffe di terminazione mobile con gradualità di qui al 2021, anno in cui bisognerà arrivare ai 0,70 centesimi dagli attuali 0,98 centesimi. Sarebbe questo, secondo quanto riferisce l’agenzia Radiocor, il “piano” di Agcom . L’Authority presieduta da Angelo Marcello Cardani avrebbe dunque deciso di accogliere le indicazioni dell’Europa nonostante altri Paesi Ue – la Germania in primis – abbiano deciso di mantenere inalterate le tariffe (più alte di quelle italiane) – per non impattare sul mercato delle Tlc. Sulla vicenda non è detta fra l’altro l’ultima parola: la proposta di Agcom dovrà ottenere formalmente il disco verde dalla Ue.

In Italia peraltro il mercato è in sofferenza: l’ingresso di Iliad, il quarto operatore mobile, ha sortito una rinnovata guerra dei prezzi andando a impattare sui profitti delle telco “storiche”. E la decisone di Agcom arriva inoltre in un momento molto delicato per gli operatori italiani: ancora in corso la gara 5G, dagli esiti già da record considerato che l’esborso è arrivato a 6 miliardi.

Non a caso il ministro dello Sviluppo economico Luigi di Maio, in occasione del 5G Summit di Huawei a Roma, è intervenuto sulla questione, rassicurando le telco sia in merito al sostegno che il governo intende dare loro per spingere il roll out delle nuove reti anche affrontando la questione dei livelli di emissioni elettromagnetiche, sia sul fronte delle risorse messe in campo la cui eccedenza rispetto alla stima iniziale dello Stato – fissata a 2,5 miliardi – rimarrà, ha promesso Di Maio, nel settore delle nuove tecnologie.

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