STRATEGIE LTE

Seul capitale “advanced”. Il futuro è già realtà

Con la nuova generazione di Lte Advanced e mezzo milione di chilometri di fibra, la Corea del Sud è il Paese più connesso del mondo. Prossima sfida, servizi e contenuti

16 Set 2014

Antonio Dini

Alle volte per vedere cosa succede vicino a noi bisogna andare lontano. Come in Corea del Sud. Nel Paese più connesso al mondo, dove 50 milioni di persone vivono già nel futuro che da noi arriverà fra qualche anno. “I servizi e le tecnologie che si vedono oggi in Corea – spiega al Corriere delle Comunicazioni Brian Ha, manager di Qualcomm Korea – si vedranno in Europa tra 2-3 anni. In alcuni casi anche di più”. Intere ere geologiche, se si conta che l’iPhone ha sette anni e l’iPad quattro. Siamo andati a vedere com’è fatto quel futuro. La Corea che oggi batte il record di velocità di telefonia mobile con prodotti regolarmente in commercio, arrivando a 225 Megabit al secondo di download e latenza sotto gli 8 millisecondi grazie all’Lte Advanced Cat.6 (disponibile con tre operatori mobili e utilizzabile su due terminali di produttori guardacaso coreani: Samsung ed Lg), non è nuova a questi exploit. Anzi, Seul è abituata ai record mondiali: primi per Cdma 95A/B, Cdma x1, Evdo rev0, Hsdpa, sino ad arrivare a Lte-A e a Lte Broadcast, cioè eMbms, il nuovo sistema per la trasmissione di streaming video in qualità broadcast con modalità innovative rispetto ai goffi tentativi fatti con il Dvb-h.

Dal punto di vista della struttura delle reti, i coreani si stanno concentrando per costruire anche apparati di rete e soprattutto per implementare soluzioni inedite: la tecnologia di Qualcomm, di Alcatel e di tutti gli altri grandi produttori si sposa con le prime soluzioni costruite dalle telco locali in collaborazione con Samsung e Lg, oltre agli immancabili produttori cinesi come Huawei. “Il consumo di dati è cresciuto enormemente e la concentrazione della popolazione altrettanto – spiegano i ricercatori di Olleh KT, una delle tre telco coreane -: occorrono paradigmi diversi rispetto alle macrocelle del passato, che coprono grandi superfici ma sono lente e costose”. Nascono soluzioni innovative, vengono implementate reti “leggere”, con torri e stazioni radio economiche, aggiornabili a velocità superiori con la carrier aggregation (solo un mese per aggiornare 62mila delle 83mila torri radio di uno degli operatori), connesse alle centrali di calcolo via fibra ottica (più di mezzo milione di chilometri di fibra che copre tutta la Corea del Sud), che sfruttano la virtualizzazione e il cloud. Reti definite dai bisogni del software: Software defined network. “Solo un’infrastruttura di questo tipo ci permette di sviluppare e far funzionare i servizi che gli utenti chiedono”, spiega Man Park di NW Technology.

La visione del futuro non è tecnologica ma sui servizi: la banda larghissima in mobilità abilita nuovi scenari, adesso “Content is King”. Lg U+, il braccio mobile di Lg, si definisce “il primo player della convergenza”: “Facciamo un’infrastruttura innovativa per far creare una piattaforma cloud basata sui protocolli internet e la velocità del migliore 4g. È la ‘U convergence’, la convergenza ‘per te’”.

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La scommessa della Corea è sui servizi e i contenuti: assistenti personali nel cloud che aiutano a organizzare la vita degli abbonati, cloud storage e una strabordante offerta basata sul video: dalle chat ad altissima definizione ai meccanismi di acquisto di film e telefilm da condividere sul televisore smart di casa. Gli operatori si presentano come content provider, centri di pagamento, negoziano contratti di licenza con i titolari dei contenuti video e multimediali, parlano con le tv nazionali, acquistano pacchetti di eventi sportivi offrendo ad esempio multicast negli stadi. Voce ed sms sembrano relitti del passato. “Uno dei risultati tecnologici maggiori – spiega Park – è legato alle performance della Carrier aggregation, che dà velocità altissime al sistema Lte. Siamo riusciti a far funzionare la tecnologia anche a 450 Km/h su un “bullet train”, l’alta velocità ferroviaria”.

Complice la barriera linguistica e culturale, la Corea persegue una via parzialmente autarchica alla tecnologia: servizi di mappe, social media e servizi di eCommerce si sono sviluppati localmente anziché cadere nel pozzo dei soliti noti: Facebook, Google e Amazon. Il risultato è che la sinergia tra i produttori di tecnologia, le telco e i fornitori di servizi è molto forte e spinge a trovare soluzioni in cui servizi e tecnologie abilitanti crescono di pari passo. Un mondo mobile a prevalenza Android (ma fortemente localizzato da Samsung e Lg) in cui iOS, Windows Mobile e Blackberry hanno limitata cittadinanza. L’ultimo cambiamento in corso è l’attenzione alle strategie di marketing globale: i terminali vengono ripensati per essere più appetibili anche esteticamente oltre che caricati di funzionalità tecnologiche. Ma anche per gli ingegneri di Seul rimane ancora una sfida da vincere: la durata della batteria che con l’aumentare dei servizi e della velocità è diventata critica. “Ma ci stiamo lavorando sopra, presto arriverà una risposta”, conclude Park. Nella notte elettrica di Seul c’è da credergli.