L’ACQUISIZIONE

Sirti compra Wellcomm e punta a 800 milioni di ricavi entro il 2022

La società guidata da Roberto Loiola si rafforza nella cybersecurity. Presentati i conti 2018, con un portafoglio ordini a +58% anno su anno e i fatturato a 657 milioni

Pubblicato il 13 Giu 2019

A. S.

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Sirti si rafforza nel campo della cybersecurity grazie all’acquisizione appena conclusa del 75% di Wellcomm Engineering. L’azienda specializzata in infrastrutture tecnologiche è stata preceduta da un aumento di capitale sottoscritto per 12,5 milioni di euro dall’azionista di maggioranza Pillarstone Italia. In contemporanea la società guidata da Roberto Loiola ha anche presentato i suoi obiettivi aggiornando il proprio piano strategico al 2022, che prevedono un fatturato di 800 milioni di euro tra tre anni, in crescita rispetto ai 657 milioni del 2018 e ai 673 del 2017. L’obiettivo di Ebitda è fissato all’8% dei ricavi, mentre negli ultimi due anni era stato rispettivamente del 5,2% e del 4,4%.

“Il nostro obiettivo ora è di lavorare in questi quattro anni al conseguimento di questi obiettivi – ha detto Loiola – poi certamente penseremo a valorizzare l’azienda e il possibile sbarco in borsa rimane una delle opzioni sul tavolo. Difficile che possa avvenire prima a meno che non dovessimo accelerare le tappe di avvicinamento ai nostri obiettivi”. Quanto al 2019, l’obiettivo di crescita dei ricavi, inclusa l’acquisizione di Wellcomm, è invece fissata a circa 700 milioni.

“In questo contesto di mercato caratterizzato da un grande dinamismo, i clienti trovano in Sirti un partner affidabile – sottolinea David Benello, presidente di Sirti, dichiara – in grado di supportarli nella complessità e al contempo di creare valore in termini di qualità, innovazione ed eccellenza professionale. Con il nuovo piano strategico Sirti sarà inoltre in grado di crescere in agilità e flessibilità”.

Il 2018 è stato un anno di profonda trasformazione per Sirti, spiega Loiola, con risultati in miglioramento rispetto al precedente esercizio nonostante i grandi cambiamenti strutturali e la forte competizione che da anni stanno interessando il mercato delle telecomunicazioni e che si è ancora accentuata nei primi mesi del 2019. “Si registra un portafoglio ordini che supera i 1.300 milioni di euro (+58% rispetto al 2017) – si legge in una nota dell’azienda – e un Ebitda che passa da 28 a 34 milioni. I ricavi si attestano a 657 milioni, evidenziando un decremento dovuto al calo del mercato Telco e ad una maggiore selettività commerciale”. La strategia 2019-2022 aggiornata a maggio 2019, ha aggiunto il ceo, punta a evolvere e meglio delineare gli obiettivi già presentati a marzo 2018. Il piano mira in particolare a superare gli 800 milioni di euro di ricavi nel 2022, con un Cagr pari al 4,2%, ed a un miglioramento dell’Ebitdae dei margini. Altro obiettivo del piano è ridurre la concentrazione del business, sia su base Business Unit che Cliente. Il business generato dalle tre Business Unit ‘non-Telco’ costituirà a fine periodo circa il 50% del totale del Gruppo. Infine il quarto obiettivo di piano è l’ulteriore miglioramento del modo in cui il cliente percepisce Sirti in termini di qualità dei servizi, modo di operare, innovazione e, in generale, di generazione di valore.

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