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LA QUOTAZIONE

Softbank, delude il debutto in Borsa della divisione mobile

Dopo un’Ipo record – la più grande della storia giapponese- il titolo ha chiuso a 1.282 yen, in calo del 14% rispetto al prezzo di collocamento a 1.500 yen. Gli analisti: “Segno della sofferenza del mercato Tlc su cui pesano le pressioni del governo di Tokyo per tariffe più basse”

19 Dic 2018

Dopo una offerta pubblica iniziale che si è attestata come la più grande nella storia giapponese e la seconda di sempre a livello mondiale, è timido il debutto sulla Borsa di Tokyo di Softbank Corp, la divisione dedicata alla telefonia mobile di Softbank, holding finanziaria multinazionale con sede a Tokyo fondata nel 1981 e tuttora guidata da Masayoshi Son.

Il gruppo ha confermato all’agenzia francese Afp di aver collocato tutti gli 1,76 miliardi di azioni offerte a 1.500 yen l’una, per una raccolta totale pari a circa 23,5 miliardi di dollari o 20,3 miliardi di euro. Un’operazione da record, appunto, per il mercato giapponese, che supera quelle realizzate nel 1987 da Ntt e nel 1998 dalla sua divisione mobile Ntt Docomo.

Su scala globale solo il colosso cinese Alibaba ha fatto meglio, all’epoca della sua quotazione nel 2014. A fronte di premesse così importanti, il titolo della società è rimasto per tutta la sua prima sessione al di sotto del suo prezzo iniziale, aprendo a 1,463 yen e chiudendo a 1,282 yen, sui minimi di giornata e con un arretramento del 14,5%, che corrisponde comunque a una capitalizzazione da 47 miliardi di euro.

“L’appetito dei singoli non è necessariamente molto alto per una sussidiaria, quando la società madre è già quotata – prova a spiegare un analista – In più ci si attende che il mercato delle telecomunicazioni mobili diventi più difficile, in ragione delle pressioni del governo per tariffe più basse”. L’arrivo sui listini di Softbank Corp arriva tra l’altro alla vigilia di una probabile nuova guerra tariffaria. Proprio Ntt Docomo, secondo operatore giapponese, ha infatti dichiarato da alcune settimane di avere in previsione un abbassamento dei prezzi compreso tra il 20% e il 40%. Un’offensiva alla quale i competitor saranno chiamati a rispondere.

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