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MERCATO

Sprint e T-Mobile rilanciano sul merger, trattative riaperte. Incognita Trump

I due carrier americani tornano a sedersi al tavolo dei negoziati. Sullo sfondo la mega-fusione tra At&t e Time Warner contro cui l’antitrust Usa ha fatto causa: se bloccata sarebbe il segnale del dietro-front per altre operazioni di mercato

11 Apr 2018

Sprint e T-Mobile Us tornano a parlare di fusione. Dopo la rottura delle trattative cinque mesi fa, i due operatori mobili americani, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, si sonod i nuovo incontrati per discutere il possibile merger.

Sprint e T-Mobile avevano interrotto i colloqui a fine ottobre 2017 perché le due parti non erano riuscite a trovare un accordo sull’assetto societario e sul controllo dell’azienda che sarebbe scaturita dal merger. Sprint è controllata per l’85% da SoftBank, mentre T-Mobile è controllata da Deutsche Bank.

La prima ipotesi di merger era stata formulata a giugno, quando Softbank si era detta pronta trattare una fusione tra la sua controllata americana Sprint e il carrier T-Mobile Us, terzo operatore mobile degli Stati Uniti dietro i colossi Verizon e At&t. “T-Mobile rimane la nostra prima scelta – aveva affermato il Ceo e fondatore della società giapponese, Masayoshi Son, durante la conferenza a Tokio in cui ha illustrato il bilancio 2016 – Lo dico apertamente dal momento che il nostro obiettivo è di aprire un negoziato”. Ma già allora SoftBank non intendeva limitare le proprie mire soltanto a un accordo con T-Mobile Us: “Siamo aperti a diverse soluzioni – aveva detto Son – Se si presenterà un’opportunità che possa portare a una ridefinizione del mercato a condizioni migliori la studieremo senza pregiudizi”. In quell’occasione SoftBank aveva annunciato anche il lancio di un fondo da 100 miliardi di dollari con investitori sauditi, il “vision Fund”, destinato a sostenere le iniziative del gruppo giapponese senza appesantirne il debito.

In questo balletto di trattative mai andate a buon fine si inserisce ora un elemento nuovo: il mega-merger tra il colosso delle comunicazioni mobili At&t e il gruppo dei media Time Warner, annunciato ma contestato dal dipartimento di Giustizia americano per motivi antitrust; la causa è in corso. At&t è la seconda maggiore telco americana con 93 milioni di clienti; l’eventuale integrazione con Time Warner potenzia non solo il suo business nell’intrattenimento ma l’integrazione tra le sue attività telecom, Internet e media. Insieme Sprint e T-Mobile diventerebbero una telco più grande di At&t per numero di clienti (circa 126 milioni) e competerebbero più efficamente sul mercato americano delle telecomunicazioni, a vantaggio anche delle capogruppo SoftBank e Deutsche Telekom. Ma l’incognita è la decisione dell’antitrust Usa sull’operazione di At&t che darà il polso sull’atteggiamento generale dell’amministrazione Trump sulle operazioni di M&A per il mercato telecom.

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