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SPECIALE MWC

Stephenson (At&t): “4G europeo, chance da cogliere”

Il Ceo del primo operatore Usa punta sullo sviluppo delle reti mobili nel mercato Ue: “Non puntiamo su merger e aquisizioni, ma su futuri accordi commerciali per servizi Lte”

27 Feb 2013

Paolo Anastasio

Il Ceo di At&t Randall Stephenson guarda al mercato europeo come fonte potenziale di business nel settore dell’Internet mobile. Lo scrive il Financial Times, secondo cui, nonostante l’incertezza politica, il numero uno del maggior operatore mobile americano ha detto al Mobile World Congress di Barcellona di “essere convinto che il modello americano per l’Internet mobile sarà replicato anche in Europa, nonostante le incertezze sul fronte regolamentare e delle politiche sullo spettro radio”.

Secondo Stephenson “la rivoluzione di Internet mobile decollerà nell’Ue allo stesso modo di quanto avvenuto negli Usa”. Di conseguenza, il numero uno di At&t si domanda “in che modo si potrà partecipare a questo mercato?”.

At&t e Verizon dominano negli Usa, un mercato con un bacino di 314 milioni di persone, mentre in Europa il mercato delle Tlc è molto più frammentato e caratterizzato da un quadro regolamentare spezzettato, ancorato ad esempio a modelli nazionali di gestione dello spettro radio. Uno scenario fortemente criticato ieri dal commissario europeo all’agenda digitale Neelie Kroes, che chiama in causa i trattati europei per creare un mercato unico dei servizi mobile nell’Ue.

Mentre Carlos Slim, il miliardario messicano numero uno di America Movil, ha investito l’anno scorso un totale di 1 miliardo di dollari in Telekom Austria e nell’olandese Kpn, Randall Stephenson non crede che l’ingresso di At&t in Europa debba avvenire tramite acquisizioni o fusioni. Stephenson ha detto che un modo per entrare nell’Ue sarà quello di cedere agli operatori del Vecchio Continente nuovi servizi mobili, come ad esempio la connected car o servizi di security per la casa. Un altro strumento per creare sinergie sarà l’avvento delle reti Lte e del 4G, che consentirà agli operatori di condividere servizi sulle due sponde dell’oceano, in particolare abbattendo le tariffe di roaming internazionale.