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SuperMoney: roaming, in due anni giù di (quasi) due terzi

L’eurotariffa voluta dalla Commissione Ue impone un taglio drastico ai costi del traffico dati transfrontaliero. Ma la discesa dei prezzi era già partita nel 2012

03 Lug 2014

L.M.

Dal 2012 a oggi il costo del traffico dati in roaming è sceso di 6 euro al giorno: è quanto emerge dall’ultimo studio dell’Osservatorio SuperMoney, unico portale di comparazione italiano accreditato dall’Agcom per il raffronto delle tariffe di cellulari. L’Osservatorio ha confrontato le tariffe per il traffico dati in roaming di un anno e mezzo fa con quelle attuali, tenendo conto della svolta più recente in fatto di roaming – dal 1 luglio 2014 il costo per ogni Mb consumato non potrà superare 0,24 euro – ed ha quindi scoperto un netto calo delle tariffe.

Ipotizzando di consumare 10 Mb al giorno, scrive SuperMoney, nel 2012 si spendevano 8,5 euro al giorno, mentre a partire dal 1 luglio 2014 si pagano solo 2,4 euro al giorno. Ma la vera novità è la Roaming separation, che permette di sottoscrivere un piano tariffario roaming con un operatore diverso dal proprio.

Ripercorrendo la ‘storia’ del costo del traffico dati in roaming, va ricordato che prima del 1 luglio 2012, data in cui è entrata in vigore l’Eurotariffa, il costo medio per navigare in internet all’interno dell’Unione Europea era di 0,85 euro per ogni Mb consumato. Ipotizzando di utilizzare il traffico dati solo per guardare brevemente le mail o connettersi ai social network, e quindi di utilizzare 10Mb al giorno, si sarebbero spesi 8,5 euro giornalieri solo per la connessione internet.

Dal 1 luglio 2012, come si diceva, è entrata in vigore la cosiddetta Eurotariffa che ha uniformato, per tutti i Paesi dell’Unione Europea, i costi del traffico dati in roaming, abbassandolo a 0,70 euro per ogni Mb. La parabola discendente delle tariffe roaming è proseguita anche nel 2013, quando, sempre a partire dal 1 luglio, il costo per Mb è sceso a 0,45 euro.

La vera svolta per i viaggiatori, però, arriva quest’anno: a partire dal 1 luglio 2014, infatti, il costo per ogni Mb consumato non può superare 0,24 euro. Ipotizzando di consumare sempre 10 Mb al giorno, quindi, si spenderebbero 2,4 euro. Un risparmio di ben 6 euro al giorno: una cifra non trascurabile, specie per soggiorni di lunga durata in Paesi esteri purché, lo ricordiamo, all’interno dell’Unione Europea.

Le precisazione è doverosa, perché se ci spostiamo al di fuori dei Paesi europei le tariffe del traffico dati in roaming cambiano totalmente. Un esempio: chi naviga da mobile negli Stati Uniti pagherà in media 15,41 euro per ogni MB di traffico dati consumato, per un totale di oltre 150 euro al giorno.

Tornando all’Europa, se si usa assiduamente lo smartphone per navigare allora converrà sottoscrivere un piano tariffario ad hoc per l’estero, il cui costo si aggira sui 3 euro al giorno: con Tim in Viaggio Full, per esempio, si hanno a questo costo 25 MB di traffico dati giornalieri, mentre Vodafone, con Smart Passport, permette di navigare illimitatamente.

Wind propone un abbonamento settimanale con Web Travel Weekly Europa & Usa (400 MB per 15 euro a settimana), mentre Tre offre All’estero come a casa, che permette di mantenere la propria tariffa nazionale in tutti i Paesi con copertura H3G (per ogni sessione di internet verranno però addebitati 10,08 centesimi).

“I progressi in materia di tariffe roaming portati avanti dal Parlamento europeo sono sicuramente notevoli e costituiscono una grande opportunità di risparmio per i consumatori”, afferma Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney.

“La vera novità di quest’anno, però, è la Roaming separation, ossia la possibilità di sottoscrivere un piano roaming con un operatore diverso dal proprio, anche estero, gratuitamente e mantenendo la propria scheda Sim. Europa unita: è proprio il caso di dirlo” conclude Manfredi.

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