Sweet, Accenture: “Nel never normal le telco dovranno rivoluzionarsi” - CorCom

L'INTERVENTO

Sweet, Accenture: “Nel never normal le telco dovranno rivoluzionarsi”

La Ceo della società illustra i nuovi trend del post-pandemia: l’omniconnection manda in pensione l’omnichannel, l’everywhere productivity fa evolvere lo smart working e la sostenibilità diventa by design. Per gli operatori grandi opportunità dal 5G e dalla connettività pervasiva, ma solo a patto di cambiare pelle con strategie data-driven

30 Giu 2021

Patrizia Licata

giornalista

La pandemia ha accelerato la diffusione dei dispositivi smart, vera chiave di volta per l’adozione dei servizi 5G, e evidenziato il ruolo delle reti di telecomunicazione per l’economia e la società resilienti. Ma il never normal chiede alle telco un cambiamento epocale nella loro mentalità: liberarsi dai modi di fare “legacy” per diventare aziende data-driven basate sul binomio vincente “trust and technology”. Lo ha affermato Julie Sweet, Ceo di Accenture, intervenendo alla tavola rotonda virtuale “Networks for change” all’interno del Mobile world congress di Barcellona.

Sweet ha sottolineato il ruolo dello “sviluppo It green” e dell’omniconnection, non solo per le aziende che si rapportano col consumatore finale ma anche nelle supply chain digitalizzate, nella manifattura 4.0 e nel lavoro, che non sarà più smart working, ma “everywhere productivity”.

Omniconnection: così evolve l’omnichannel

“Noi di Accenture vediamo tre grandi trend intorno alla connettività”, ha affermato Sweet. “Il primo riguarda il rapporto col consumatore: nel post-pandemia vinceranno le aziende che saranno capaci di passare dalla mentalità dell’omnichannel a quella dell’omniconnection, ovvero sapranno connettersi con il consumatore tramite le esperienze andando a coinvolgerlo là dove si trova: a casa, in negozio, in viaggio…e su qualunque dispositivo, fisso o mobile”.

L’omniconnection è anche “nelle nuove frontiere della digitalizzazione”, come la supply chain e la manifattura digitale, ha proseguito Sweet. In questo caso si tratta di connessioni tra device e tecnologie che permettono di creare un “filo unico” dalla materia prima al consumatore e di raccogliere dati utili a prendere decisioni mirate.

Il terzo macro-trend riguarda il lavoro: “Le aziende ad alto tasso di crescita sono già andate oltre il concetto di smart working o hybrid work per abbracciare quello di produttività ovunque e di valore ed esperienza offerta al dipendente, anche mentre non lavora”. È il lavoro inteso come connessioni di intelligenze e persone.

A proposito di connessioni ed esperienze Sweet ha ricordato l’acquisizione di Umlaut recentemente annunciata da Accenture: la società tedesca specializzata nei servizi e nella consulenza in ambito engineering “rappresenta il futuro perché è quello che i clienti ci chiedono, trasformare le core operation”.

Più valore dagli investimenti digitali per le aziende visionarie

L’opportunità di business delle “omniconnessioni” è enorme, ha proseguito Sweet. “Le C-Suite si chiedono quale sarà l’esito degli investimenti tecnologici in termini di prestazioni finanziarie. Le ricerche svolte da Accenture nel 2019 indicavano che gli investimenti digitali permettevano alle imprese leader (il 10% del totale) di aumentare di due volte il valore della spesa in digitale, ma la pandemia ha allargato il divario tra le aziende visionarie e chi resta a guardare e i nostri nuovi studi ci indicano che per i leader ora investire in digitale vuol dire produrre 5 volte più valore”.

Nelle ricerche di Accenture post-pandemia emerge anche una nuova categoria di imprese ad alto tasso di crescita, i leap-frogger, aziende che si stanno digitalizzando più velocemente delle altre, coinvolgendo più processi in più rami aziendali (Accenture la definisce “complex transformation”). “Queste imprese registrano risultati significativi e mirano non solo a raggiungere, ma a superare gli attuali leader”, ha affermato Sweet.

Grandi opportunità per le telco se sapranno essere disruptive

Anche per gli operatori di rete i nuovi scenari creati dalla pandemia offrono un’importante opportunità. “Le telco hanno svolto un ruolo vitale durante pandemia”, ha sottolineato Sweet, “permettendo alle persone di lavorare, studiare e socializzare a distanza”. Nel post-pandemia le telco “dovranno focalizzarsi su due elementi: trust e tecnologia. Ma soprattutto dovranno essere disposte a rivoluzionare il loro modo di fare, adottare la mentalità dei leap-frogger e guidare il cambiamento”.

Le telco dovranno insomma diventare disruptive nei confronti del loro stesso modello di business. Molti operatori hanno mantenuto il modo di lavorare e di pensare ereditato dal passato, ma oggi serve “spezzare i silos e usare i dati in modo nuovo”.

Sweet ha anche ricordato come con la pandemia il mercato dei dispositivi smart sia enormemente cresciuto “e questo è fondamentale per liberare il potenziale delle nuove tecnologie come il 5G e i servizi che abilita”.

Sostenibilità: dovrà essere “by design”

Nel never normal la sostenibilità aziendale (non solo come impatto sul clima, ma come inclusione e responsabilità sociale) è sempre più strategica per la crescita del business e l’attrazione dei talenti. “Ogni azienda è chiamata a diventare non solo digitale ma sostenibile e questa sostenibilità deve essere embedded o by design”, ovvero parte integrata a priori nella strategia aziendale, ha affermato la Ceo di Accenture.

“Accenture ha già adottato la sustainability by design”, ha concluso Sweet. “Siamo convinti che lo sviluppo It debba essere green, che l’uso di tecnologie come cloud e AI debba essere fatto in modo appropriato, affinché abbia un impatto ambientale positivo. Dobbiamo sempre pensare a quello che offriamo ai nostri clienti che vogliono essere sostenibili includendo questo principio al centro dei progetti già nella sua fase di definizione”.

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