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MERCATO

T-Mobile-Tele2 Olanda, fusione a rischio: la Ue teme danni alla concorrenza

L’Antitrust teme una concentrazione di mercato a danno della competizione nei Paesi Bassi. Inviato alle compagnia uno statement of objections in cui si chiedono rimedi per evitare eventuali rincari dei prezzi finali

16 Nov 2018

Patrizia Licata

giornalista

Il matrimonio fra T-Mobile e Tele2 in Olanda potrebbe essere bloccato dall’antitrust dell’Ue: Deutsche Telekom, capogruppo di T-Mobile, non ha infatti proposto alla Commissione europea rimedi sufficienti per mitigare i timori di una concentrazione di mercato che danneggia la competizione, riporta Telecom Paper.

La Commissione non ha bloccato l’accordo, ma ha inviato uno statement of objections o comunicazioni degli addebiti alle due telco. T-Mobile e Tele2 Olanda sostengono che la loro fusione crea un concorrente più convincente per gli attuali leader di mercato Kpn Telecom e Vodafone Ziggo, ma il regolatore Ue teme gli effetti della riduzione da quattro a tre degli operatori di rete mobile sul mercato olandese, in particolare un aumento dei prezzi per i consumatori.

I due operatori hanno annunciato per la prima volta i piani per il merger a dicembre 2017. La Commissione europea ha spostato più volte in avanti la scadenza per decidere sulla fusione; la deadline è fissata per il 30 novembre.

Deutsche Telekom ha difeso la propria posizione in un’audizione alla Commissione europea l’8 ottobre. Anche i rappresentanti di Tele2 e degli operatori rivali hanno parlato a Bruxelles. Tele2 ha sostenuto che la sua filiale olandese non è considerabile un’attività sostenibile senza un partner, riporta Reuters; il Ceo Anders Nilsson ha ribadito a una recente conferenza a Barcellona (Morgan Stanley European Technology, Media and Telecoms Conference) che Tele2 non possiede le economie di scala e che in un mercato delle telecomunicazioni sempre più basato sulla convergenza fisso-mobile “non ha la capacità di realizzare da sola questa convergenza”. Allo stesso evento il Ceo di Deutsche Telekom, Tim Hoettges, ha affermato che il suo team “ha sostenuto con determinazione” il punto di vista della telco davanti ai regolatori: “Stiamo sfidando un duopolio“, ha detto.

L’approvazione del merger è un banco di prova atteso. Le telco europee puntano a un consolidamento e, nonostante i due operatori olandesi siano piccoli, un ok da parte di Margrethe Vestager sarebbe un chiaro segnale che l’Antitrust Ue giudica che il mercato telecom è arrivato a saturazione.

Dalla parte di T-Mobile e Tele2 c’è l’atteggiamento di apertura dimostrato dalla commissaria con il via libera alla fusione degli operatori mobili Telefonica Deutschland e E-Plus in Germania e Tre e Wind in Italia. In entrambi i casi, però, le aziende interessate hanno proposto dei rimedi per preservare la concorrenza di mercato, come la cessione di asset.

L’atteggiamento di Deutsche Telekom è stato finora diverso: anziché puntare sull’offerta dei rimedi, la telco tedesca ha deciso di sostenere la sua posizione e ribaltare l’approccio dell’Ue. Il gruppo tedesco afferma che il deal olandese unisce i due player di mercato più piccoli con una quota congiunta del 25% e che questo non è un tradizionale merger da quattro a tre operatori perché Tele2 è già largamente dipendente dalla rete di T-Mobile Olanda per offrire i suoi servizi mobili. In più, secondo Deutsche Telekom, Kpn e Vodafone Ziggo possono imporre incontrastate le tariffe della banda larga fissa in Olanda.

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