Telecom Italia, mobilità volontaria per 300 dipendenti - CorCom

LA VERTENZA

Telecom Italia, mobilità volontaria per 300 dipendenti

Fistel, Uilcom e Ugl Telecomunicazioni firmano l’accordo: previsti incentivi economici. Contratto di solidarietà: a ottobre si definiranno le percentuali da applicare ai lavoratori. Ma la Slc esprime dubbi sulla validità dell’intesa

21 Set 2015

Federica Meta

Firmato l’accordo sulla mobilità volontaria per oltre 300 dipendenti di Telecom Italia. Ad annunciarlo è il segretario generale dell’Ugl Telecomunicazioni, Fabrizio Tosini, in merito alla “conclusione in data odierna della procedura di mobilità, di cui agli artt. 24 e 4 della Legge n. 223/1991”, per 330 lavoratori di Telecom Italia, mobilità alla quale “potranno accedere volontariamente, a fronte di un incentivo economico”.

“Oggi l’Ugl Telecomunicazioni insieme a UilCom e Fistel-Cisl -riferisce Tosini- ha dato prova del senso di responsabilità con il quale svolge il suo ruolo, mantenendo un serio confronto costruttivo con Telecom Italia, per la salvaguardia dei livelli occupazionali, utilizzando tutti quegli strumenti come l’esodo incentivato e i Contratti di Solidarietà che, sicuramente, tutelano i lavoratori ed i livelli occupazionali e che certamente sono il giusto strumento per consentire a Telecom Italia di avviare un corretto percorso di riorganizzazione”.

Al tavolo l’Ugl Telecomunicazioni era rappresentata dal componente della Segreteria Nazionale e Coordinare Nazionale, Antonio Vitti, il quale ha chiesto di proseguire in tempi brevi un confronto, in particolare, in merito all’art. 4 della Legge Fornero. “Per quanto attiene i Contratti di Solidarietà – conclude Fabrizio Tosini – entro la prima decade di ottobre si dovranno definire le percentuali da applicare ai lavoratore di tutti i settori interessati. Il sindacato ha chiesto di ripartire la solidarietà difensiva in maniera equa su tutta la popolazione di Telecom evitando sperequazioni fra i diversi settori”.

La validità dell’intesa è stata contestata dalla Slc Cgil che già non aveva firmato l’accordo quadro del 7 settembre. Secondo Giorgio Serao della segreteria nazionale Fistel, si sta “dando continuità all’accordo siglato in sede ministeriale col primo accordo operativo per garantire i lavoratori dai rischi della societarizzazione (del settore call center, ndr) e con la riprofessionalizzazione prevista per rendere il perimetro operativo stabile”.

Per Michele Azzola, segretario nazionale della Slc Cgil, invece “oggi c’è stata una procedura priva di trasparenza. Azienda e Confindustria si sono rifiutate di fornire l’elenco dei presenti, non avendo probabilmente il numero necessario. Con queste modalità di azione si butta anche l’accordo interministeriale del 10 gennaio”. La creazione dell’istituto della mobilità volontaria, prevista sempre dall’accordo quadro al ministero, non impatta sui tremila esuberi anche se, qualora avesse successo tra i lavoratori, potrebbe far diminuire l’entità della mobilità.

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