MERCATO

“Tempo di investimenti per Vivendi”, e il titolo va giù

Liberum taglia il rating della società che dichiara di voler utilizzare i 10 miliardi di cash nel settore media e contenuti. Risultati della trimestrale inferiore alle aspettative

11 Nov 2015

Liberum taglia il rating di Vivendi a hold da buy dopo che la società europea di media guidata da Arnaud de Puyfontaine ha riportato ieri risultati del terzo trimestre inferiori alle aspettative degli analisti. I dati “hanno sollevato più domande di quanto ci aspettavamo, in particolare il business francese di pay-tv Canal+ e il livello di investimenti necessario d’ora in poi”, precisano gli analisti. La società ha dichiarato di voler utilizzare i 10 miliardi di cash in importanti investimenti nei media e nei contenuti, un’operazione che potrebbe limitare gli utili da distribuire agli azionisti.

Tuttavia nel lungo termine Vivendi “dovrebbe rappresentare una storia interessante”, dicono gli analisti, perché trarrà beneficio dall’incremento dei ricavi del settore di streaming e da un miglioramento della divisione francese di pay-tv. Anche secondo Bernstein le prospettive per le attività che rimangono sono incerte: nel tentativo di trasfomare la sua natura di conglomerata focalizzandosi su musica, contenuti e pay Tv, Vivendi ha ceduto dal 2013 asset per circa 35 miliardi di euro. La crescita dello streaming musicale e dei servizi di abbonamento registrata nel terzo trimestre non è bastata a nascondere il calo dei download digitali e delle vendite fisiche.

Tornando ai conti, è stato registrato un utile consolidato in flessione del 35% a 1,79 miliardi nei primi nove mesi dell’esercizio, con un terzo trimestre in rosso di 201 milioni contro l’utile di 839 milioni dello scorso anno. Sull’andamento hanno pesato un aumento della tassazione, l’assenza di plusvalenze che avevano fatto lievitare i risultati del 2014 e i costi di ristrutturazione di Canal Plus per la nuova organizzazione introdotta la scorsa estate.

L’utile netto adjusted (misura ritenuta da Vivendi piu’ rappresentativa dell’andamento) è calato del 9% a 172 milioni nel trimestre ed è aumentato del 13,4% nei nove mesi a 501 milioni. Canal Plus ha registrato nei primi nove mesi un aumento degli abbonati individuali di 412mila a 11,23 milioni, che riflette una flessione di 88mila in Francia e un aumento di 412mila all’estero (soprattutto in Africa). Nel terzo trimestre Canal Plus ha registrato un Ebita di 162 milioni, in calo del 21%.

Per Universal Music la flessione e’ stata del 27% a 88 milioni. Il gruppo ha confermato per altro gli obiettivi per il 2015 e ha preannunciato per il 2016 e il 2017 “investimenti potenzialmente elevati”. “I risultati del terzo trimestre sono deludenti”, con performance inferiori alle attese per Canal Plus e Universal Music Group, commenta un analista parigino, aggiungendo che “la visibilita’ sul gruppo si riduce, stante anche l’annuncio di due anni di forti investimenti”. Anche per gli analisti di Societe’ Generale, il terzo trimestre di Vivendi “e’ una delusione” e i maggiori investimenti previsti su Canal Plus peseranno sul 2016-2017.

Fra l’altro in tema di acquisizioni Vivendi entra in Banijay/Zodiak Media, che si prospetta come uno dei gruppi indipendenti di produzione e distribuzione televisiva piu’ grandi del mondo, con una quota del 26,2%. Lo annuncia il gruppo francese nella nota sui conti. L’operazione, la cui realizzazione è prevista per il primo semestre del 2016, comporta un investimento di 290 milioni di euro, di cui 100 per entrare nel capitale. Inoltre sottoscrivera’ due emissioni di obbligazioni convertibili in azioni o rimborsabili in contanti, a scelta dell’emittente, per 100 e per 90 milioni.

Argomenti trattati

Approfondimenti

B
bollorè
V
vivendi