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IL CDA

Tim, tutto da rifare: via de Puyfontaine, Bernabè vice presidente con deleghe sulla security

La maggioranza dei consiglieri ha rassegnato le proprie dimissioni con decorrenza dal 24 aprile. Un colpo di spalla dei francesi in risposta alle mosse di Elliot. Il fondo americano non la prende bene: “Mossa cinica”. Convocata il 4 maggio l’Assemblea per il totale rinnovo del cda

22 Mar 2018

Dimissioni e nuove nomine. Dopo tre ore di riunione il cda di Tim stravolge la propria compagine in vista dell’Assemblea convocata per il 24 aprile prossimo. Ufficializzata l’uscita di scena di Giuseppe Recchi a partire da oggi, la vice presidenza dell’azienda e le deleghe sulla sicurezza passano nelle mani di Franco Bernabè, già consigliere indipendente dell’azienda. Una decisione che era nell’aria come anticipato dal nostro giornale.

Ma a fare notizia sono soprattutto le dimissioni, a decorrere proprio dal 24 aprile, rassegnate in primis dal Presidente esecutivo Arnaud de Puyfontaine: “Confermo il mio impegno a favore del progetto di trasformazione di Tim e sono convinto che questa decisione darà ulteriore stabilità e sostegno al nostro ad, Amos Genish, e alla sua squadra, permettendogli di creare valore per tutti i nostri stakeholder”, ha detto de Puyfontaine. Vivendi si allinea alle dichiarazioni del presidente uscente: “Alla luce del tentativo guidato dall’hedge fund attivista Elliott Management, noto per il suo track record di iniziative a breve termine, di smantellare Tim, i tre membri del Consiglio di Amministrazione che rappresentano Vivendi, la quale sostiene il piano unanimemente approvato di Amos Genish e del suo team, hanno deciso di dimettersi dal Consiglio”, si legge in una nota. Immediata la replica di Elliot: “Mossa cinica e al servizio dei suoi interessi (di Vivendi, ndr). Ritarda la possibilità degli azionisti di Telecom Italia di esprimere il loro voto nell’assemblea del 24 aprile. Un altro esempio di come i diritti delle minoranze in Telecom Italia siano cancellati e della continua indifferenza alla migliori prassi di governo societario”.

In dettaglio, hanno rassegnato le proprie dimissioni i Consiglieri Camilla Antonini (componente del Comitato per il controllo e i rischi, indipendente), Frédéric Crépin (componente del Comitato Strategico e del Comitato per le nomine e la remunerazione), Felicité Herzog (componente del Comitato per il controllo e i rischi, indipendente),  Marella Moretti (componente del Comitato per il controllo e i rischi, indipendente) ed Hervé Philippe (componente del Comitato per le nomine e la remunerazione). Analoga comunicazione è stata fatta pervenire alla società anche da parte del consigliere Anna Jones (Presidente del Comitato per le nomine e la remunerazione, indipendente).

“Preso atto che dal 24 aprile 2018 (data di efficacia delle dimissioni) si integreranno le condizioni di cui all’art. 9.10 dello Statuto di Tim (secondo cui “ogni qualvolta la maggioranza dei componenti il Consiglio di Amministrazione venga meno per qualsiasi causa o ragione, i restanti Consiglieri si intendono dimissionari e la loro cessazione ha effetto dal momento in cui il Consiglio di Amministrazione è stato ricostituito per nomina assembleare”), il Consiglio di Amministrazione ha deciso a maggioranza di convocare per il giorno 4 maggio 2018 (presso l’auditorium di Rozzano, viale Toscana 3, in unica convocazione) un’Assemblea degli azionisti ordinari per procedere all’integrale rinnovo dell’organo consiliare”, si legge sulla nota emessa a seguito del cda. In relazione a quanto sopra – continua la nota – “il Consiglio di Amministrazione non ha proceduto all’integrazione dell’ordine del giorno dell’Assemblea del 24 aprile 2018 (relativa alla revoca e alla sostituzione dei Consiglieri de Puyfontaine, Crépin, Herzog, Jones, Philippe e Recchi, che alla data saranno tutti dimissionari e cessati)”.

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