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IL DIBATTITO

Tim-Open Fiber, Ugliarolo: “Subito un tavolo sul futuro della rete”

E’ arrivato il momento di aprire un confronto a 360 gradi su un asset fondamentale per l’interesse dell’Italia. Il ministro Di Maio ha fornito ai sindacati rassicurazioni in questo senso, auspichiamo un incontro già per settembre: il tema è troppo importante perché la discussione prosegua solo tramite lanci di agenzia e social. Il commento di Salvo Ugliarolo

10 Ago 2018

Salvo Ugliarolo

segretario generale Uilcom

Sono ormai settimane che leggiamo dichiarazioni anche del ministro Luigi Di Maio sul nodo Rete. Ingresso della rete Tim in Open Fiber è una tra le possibili opzioni che il ministero dello Sviluppo economico vuole intraprendere se, così come dichiarato dallo stesso ministro, venisse confermata la strategicità nell’interesse del Paese.

Noi pensiamo che il “nodo” Rete vada affrontato – ormai è arrivato il momento di sedersi attorno ad un tavolo e partendo da questo argomento si apra un confronto a 360 gradi su un asset fondamentale per l’interesse dell’Italia. Non vorremmo rivedere, così come già successo con il precedente inquilino del ministero dove oggi siede Di Maio, un film già visto di annunci, dichiarazioni su stampa e sui social fatti senza mai accogliere le numerose richieste di incontro da parte dei principali sindacati di settore per ascoltare anche il nostro pensiero, le nostre proposte!

Abbiamo avuto modo di incontrare il ministro in alcuni tavoli di crisi ed abbiamo avuto rassicurazioni su un incontro a brevissimo tempo per parlare di Rete ed io spero anche di tutto il settore delle Tlc.

Già negli anni 2000 abbiamo pagato un conto salatissimo in termini di occupazione quando la politica e gli allora “capitani coraggiosi”  decisero di privatizzare il monopolista Telecom; solo grazie alla responsabilità sociale dei sindacati si è gestito in maniera non traumatica l’uscita di oltre 60mila persone.

Nel recentissimo passato, ci siamo ritrovati nuovamente al fatto compiuto di una nuova Rete con capitale pubblico con la nascita di Open Fiber. Due reti in concorrenza (caso unico) in Europa!

Non vorremmo ritrovarci di nuovo di fronte all’ennesima scelta unilaterale della politica con azioni che avrebbero forti ripercussioni sui livelli occupazionali a partire da Tim. Da anni chiediamo alla politica di valutare l’ingresso di capitale pubblico in quello che era il monopolista. Un primo passo è stato fatto qualche mese fa con l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nell’azionariato di Tim.

Proprio per questo, concludo invitando il ministro a mettere in agenda per settembre un primo vero confronto per dare anche a noi la possibilità di rappresentare la nostra visione su un argomento troppo importante perché la discussione prosegua unicamente tramite lanci di agenzia e social.

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