L'ALLARME

Tlc, sul cammino italiano troppa burocrazia. E con il “nuovo” Golden power si rischia l’impasse

Secondo l’analisi condotta da I-Com in collaborazione con WindTre, in Italia l’efficacia del framework normativo è vanificata da una fase applicativa troppo complessa: 9 innovazioni su 15 previste dai decreti sulle semplificazioni presentano criticità. Liuzzi (5Stelle): “Per centrare obiettivi Pnrr bisogna intervenire su regole e progetti”

29 Mar 2022

Domenico Aliperto

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Uno dei motori dell’innovazione deve essere, soprattutto in Italia, la volontà di snellire procedure e processi decisionali. I primi passi da compiere in questa direzione? È necessario potenziare lo strumento della Conferenza dei servizi, estendendo la semplificazione burocratica e garantendo al tempo stesso la pianificazione degli interventi sul territorio attraverso il dialogo e l’interlocuzione diretta tra le imprese e gli Enti amministrativi. Queste le conclusioni a cui giunge lo studio “Semplificando si innova (e si cresce). L’impatto dei decreti e scenari futuri per le Tlc” (SCARICA QUI IL REPORT) realizzato da I-Com  in collaborazione con WindTre.

La fase applicativa dell’impianto normativo è più complessa del previsto

“La piena realizzazione della transizione digitale esige l’ampia disponibilità di infrastrutture fisse e mobili altamente performanti”, si legge inel report. “Al fine di accelerare lo sviluppo infrastrutturale, il Governo è intervenuto nell’ultimo biennio con i Decreti Semplificazione 2020 e 2021 e con il D.Lgs. n. 207/2021, con il quale è stata recepita la direttiva comunitaria che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, con l’obiettivo di introdurre strumenti di semplificazione normativa in grado di agevolare il dispiegamento delle reti di ultima generazione. Uno sforzo riconosciuto dall’industry, ma che al momento non sta producendo gli effetti sperati”.

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In particolare, evidenzia lo studio I-Com, nonostante la validità, quantomeno sul piano teorico, delle scelte normative adottate, la fase applicativa dei decreti si sta rivelando più complessa delle previsioni determinando, in molti casi, addirittura un rallentamento delle procedure.

Rispetto alle 15 innovazioni principali del quadro normativo oggetto di analisi, tra rete fissa e mobile, ben nove presentino delle criticità: più della metà dei provvedimenti relativi all’infrastrutturazione di rete fissa, cinque su nove, e ben quattro su sei per quella mobile, presentano problematiche ancora irrisolte. Manca per esempio l’adozione dei pareri definitivi richiesti, e si registrano frequenti e diffuse violazioni dei termini normativamente previsti per il rilascio di nulla osta, oltre a forti ritardi nell’adozione delle ordinanze dichiarative del silenzio assenso, a cui si aggiunge l’ingiustificata ed illegittima applicazione, in contrasto al divieto normativo vigente, di oneri ulteriori a carico degli operatori.

Le criticità del Golden Power

Secondo la ricerca, un ulteriore elemento di complessità e preoccupazione è rappresentato dalla nuova disciplina del Golden Power, approvata lo scorso 21 marzo con il D.L. 21/2022, che impone l’obbligo di notificare al Governo le operazioni, in particolare quelle legate ai rapporti con i fornitori e a eventuali acquisizioni. “Si tratta di un intervento legislativo introdotto senza un confronto preliminare con il settore”, spiega I-Com, “e che presenta elementi potenzialmente molto onerosi per gli operatori, con il risultato di determinare ulteriori vincoli e ritardi per lo sviluppo delle reti. Il decreto introduce disposizioni che, sebbene ispirate dalla volontà di garantire elevati standard di sicurezza a tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale, comportano obblighi di pianificazione stringenti a carico delle aziende, alle quali è richiesta la previa valutazione, non sempre possibile con largo anticipo”. Il dispositivo, in particolare, disegna una procedura di valutazione che si presenta certamente poco agile e con degli elementi di rigidità, come ad esempio la possibilità di presentare modifiche solo con cadenza quadrimestrale, che rischiano di non riuscire a garantire una risposta efficace alle esigenze degli operatori e dunque di rallentare ulteriormente lo sviluppo delle infrastrutture.

Promuovere il dialogo tra aziende ed enti amministrativi

Nonostante le forti criticità esistenti, gli interventi normativi presentano cionondimeno enormi potenzialità se applicati correttamente: il primo tema da affrontare e risolvere è quello di garantire, anche mediante il ricorso a strumenti di maggior responsabilizzazione, l’osservanza e la corretta applicazione a livello locale della disciplina nazionale. I-Com nota che “sarebbe certamente utile l’avvio di un’interlocuzione diretta e strutturata tra il mondo delle imprese e gli Enti amministrativi e prevedere, per il segmento mobile, l’accesso per gli operatori ai catasti elettromagnetici regionali (previsti dalla legge 36/2001 ma non ancora ultimati in tutte le regioni), che consentirebbe loro di conoscere in anticipo dove lo spazio elettromagnetico è già saturo o quasi saturo e dunque presentare solo autorizzazioni che hanno ‘by design’ le caratteristiche per essere approvate”.

Rispetto all’istituto della Conferenza dei servizi, alla formazione del silenzio assenso decorsi 90 giorni e all’adozione di un provvedimento dichiarativo del medesimo, sarebbe probabilmente utile prevedere espressamente, mediante una modifica normativa, la necessità che siano coinvolti gli enti che al momento non vi partecipano, in particolare Enav, Enac e Genio Civile, nonché prevedere una maggiore responsabilizzazione dei dirigenti comunali nell’avviare le Conferenze dei Servizi e nell’adottare i provvedimenti dichiarativi del silenzio assenso.

D’altro canto, la ricerca ha messo in evidenza che quando le Conferenze vengono convocate a livello regionale o con un comune capofila che coinvolge gli altri, si rileva un effettivo beneficio in termini di riduzione dei tempi e rispetto dei provvedimenti.

Sussistono quindi, “criticità ancora irrisolte, ma anche importanti margini di miglioramento”, chiosa I-Com, “non tanto rispetto alla formulazione delle norme, quanto, piuttosto, riguardo all’applicazione da parte delle amministrazioni locali. È dunque quantomai urgente mettere in atto tutte le azioni necessarie ad assicurare certezza del diritto, uniformità di applicazione della disciplina nazionale sull’intero territorio e strumenti di cooperazione tra operatori ed enti locali che consentano di individuare con puntualità le esigenze del mercato e i bisogni della collettività”.

Liuzzi (5Stelle): “Per centrare obiettivi Pnrr bisogna intervenire su regole e progetti”

“Se vogliamo centrare gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) in materia di telecomunicazioni dobbiamo intervenire quanto prima su regole e progetti. Il rischio che le risorse del Recovery Fund non trovino attuazione nel settore da ultimare entro il 2026 è oggi piu concreto”: è quanto afferma in una nota la deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Trasporti e telecomunicazioni Mirella Liuzzi. “La mancata attuazione delle semplificazioni denunciata anche dalle primarie società di telefonia e telecomunicazioni, potrà essere recuperata solo ridando slancio al quadro delle regole oltre a una costante e continua vigilanza sugli step che via via vengono raggiunti”. “Ad oggi, i cantieri aperti nelle cosiddette aree bianche sono 2807 mentre quelli già collaudati ai servizi sono 2386. Ma ancora non basta. Il governo dovrà coinvolgere più  attivamente le comunità locali e fare un più ampio ricorso alla Conferenza dei servizi per arrivare a un rilascio più celere delle autorizzazioni. Se vogliamo connettere tutto il Paese occorre, inoltre, ampliare l’investimento sul 5G oltre che sulla copertura della rete, come aveva già sottolineato il ministro Vittorio Colao, anche a progetti di sviluppo industriale. Potremo dire di avere una rete infrastrutturale degna di questo nome se metteremo in campo tutte le nostre competenze ed eccellenze. Solo così potremo recuperare il gap rispetto ad altri Paesi e centrare gli obiettivi del Pnrr”.

A TELCO PER L’ITALIA LA STRATEGIA PER LA BANDA ULTRALARGA

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Il mercato italiano delle Tlc sta vivendo una fase complessa: i margini sono sempre più risicati e bisognerà spingere gli investimenti. Le nuove gare per la banda ultralarga, il 5G e il cloud, nell’ambito del Pnrr, impongono tempi stretti per l’execution.

Ne parleremo con i rappresentanti del mondo della politica e delle istituzioni, associazioni di categoria e sindacati e, soprattutto, con i protagonisti del mercato: le telco e le tech companies, sempre più uniti attraverso alleanze e partnership in nome della creazione di un ecosistema che possa spingere lo sviluppo del Paese e la competitività.

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